Spesso le idee si accendono l’un con l’altra, come scintille elettriche.

Piccola scintilla può bruciare una villa.
Onore al lampo e alla scintilla. Grande rispetto per la clorofilla.
In faccia ai maligni e ai superbi il mio nome scintillerà.
Nei calici il vin scintilla, sin come l’anima e la pupilla.
Accidere ex una scintilla incendia passim.

Insomma, se non l’avete capito, qui si parla di Scintille.
Dal Carducci a Jovanotti, passando per De Gregori. Dal latino di Lucrezio al tedesco di Engels, transitando per la saggezza di un proverbio toscano, la sopracitata parola è stata declinata in tanti differenti modi (il giochino su chi ha detto cosa ve lo lasciamo volentieri.)

Ne manca ancora uno. Il vostro.

Ma non potrete cavarvela con una frase.
Eh no, qui si cerca quello che c’è dietro la frase.
Il pensiero. L’idea.

Il contest “Scintille 2016” è ufficialmente partito.
Mettete in moto i neuroni, riunite i cervelli. Usate la vostra creatività come Bolt ha usato le sue gambe alle olimpiadi di Londra nel 2012, come Grosso ha usato il suo piede sinistro a Berlino nel 2006, come Lennon ha usato la parola Imagine nel 1971, come Di Caprio ha usato l’orso grizzly nel film che gli è valso l’Oscar nel 2016.
Usate e, soprattutto, osate.
Da soli o in squadra, per innovare l’ingegneria o l’architettura, l’informatica o la cultura, la tecnologia o la frittura (no, la frittura no, ma non si resiste al fascino di una rima) questo è lo spazio giusto per far fruttare le vostre idee.
Dal 14 marzo fino al 10 maggio avrete cinquantasette giorni per dimostrare la vostra creatività.
Dio ne ha impiegati cinquanta in meno per attestare la Sua, quindi potete farcela.
Non arriviamo a chiedervi di creare una nuova Terra, tranquilli. Tra l’altro sareste poco originali.
Ci basta meno.
Poco meno.
Ordunque, basta chiacchiere. Le parole lasciatele a chi scrive gli editoriali.
Voi usatene poche, ma efficaci. Per spiegare il vostro progetto.
E adesso iniziate a pensare.
Magari quella che vi è venuta proprio adesso è l’idea giusta.

Vi aspettiamo.