L’INRCA è un Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) marchigiano che opera in ambito geriatrico e gerontologico al fine di tutelare la salute ed il benessere degli anziani, specialmente delle persone più fragili e non autosufficienti. L’ INRCA persegue non solo l’eccellenza delle prestazioni assistenziali erogate nelle sue strutture sanitarie, ma anche una ricerca scientifica di alto livello che sveli i meccanismi della longevità, della fragilità dell’anziano e dei loro determinanti. Il ruolo e le finalità dell’IRCCS–INRCA fanno riferimento a due ambiti fondamentali e fortemente integrati fra loro: la ricerca traslazionale nel campo biomedico, epidemiologico, clinico e in quello dell’organizzazione e gestione dei servizi sanitari e l’attività assistenziale con prestazioni di ricovero e cura di alta specialità. L’attività di ricerca scientifica di tipo traslazionale mira all’ottenimento di ricadute assistenziali innovative a breve o medio termine. Con il termine medicina traslazionale si intende la capacità che ha la medicina di trasferire velocemente le nuove conoscenze della scienza di base a quella biomedica, ovvero dal laboratorio direttamente al servizio paziente, offrendo anche nuovi strumenti di indagine e applicazioni terapeutiche. Questo approccio è riconosciuto come uno dei metodi più moderni sia in termini di formazione sia in termini di applicazione clinica. Una attività di ricerca senza sosta, un ambiente dinamico che ha visto nascere e svilupparsi moltissimi progetti che sfruttano le nuove conoscenze e tecnologie applicandole a casi di concreto aiuto e assistenza agli anziani per consentirgli una vita più attiva e serena nella società moderna.

Vi parliamo oggi di 4 progetti innovativi che ci hanno colpito per l’uso della tecnologia associata alla ricerca e le finalità _ Robot-Era_ChefMySelf_InformCare_Screened

1_“ROBOT – ERA” – robot domestici assistenziali Dora Oro e Coro programmati per fare la spesa, gettare la spazzatura, comunicare a distanza con i familiari e garantire la sicurezza dell’anziano tra le mura domestiche. I tre robot “Dora” “Oro” e “Coro” sviluppati dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa in collaborazione con l’Irccs Inrca, sono in fase di testaggio in condizioni reali, all’interno di strutture che un giorno potrebbero concretamente farne uso. E’ la fase finale del progetto europeo “Robot-Era” (Implementation and Integration of advanced Robotic systems and intelligent Environments in real scenarios), che ha lo scopo di sperimentare servizi robotici avanzati integrati negli ambienti di vita (casa, condominio e quartiere) per favorire il benessere dell’anziano e dei familiari, supportandoli nelle attività quotidiane.

Rispetto agli altri esperimenti di robotica – spiega Fabrizia Lattanzio, Direttrice Scientifica Inrca – la novità assoluta è che i robot cooperano sia tra di loro che con le persone non soltanto in casa, ma nei corridoi e anche in spazi aperti, in modo tale da estendere l’autonomia dell’anziano a luoghi diversi. La longevità attiva significa non soltanto avere una buona salute, ma anche rimanere indipendenti il più a lungo possibile”.

Ogni prototipo è concepito per operare in differenti scenari: domestico, condominiale ed esterno. Il robot domestico agisce in casa, fornendo servizi che spaziano dal fare la spesa online a raccogliere la spazzatura, dal ricordare le medicine, alla sicurezza. Il robot condominiale invece, fornisce prevalentemente servizi di sorveglianza. Il robot da esterno ha il compito di muoversi nelle strade del quartiere per ritirare la spesa o semplicemente accompagnare l’utente a passeggiare.

Il progetto Robot-Era (http://www.robot-era.eu/robotera/) vede la collaborazione di un gruppo di lavoro interdisciplinare che oltre alla Scuola Superiore Sant’Anna (Coordinatore) e all’Irccs Inrca (Secondo partner) include,tra gli altri, l’Università di Orebro (Svezia), l’Università di Amburgo (Germania), l’Università di Plymouth (Inghilterra), il Comune di Peccioli (PI) e alcune aziende private.

2_“ CHEFMYSELF”- Un robot da cucina connesso a un social network, la “ricetta” per una sana alimentazione che incoraggia gli anziani a cucinare da soli adottando abitudini nutrizionali salutari, fondamentali con l’avanzare dell’età in un’ottica di prevenzione. Con questi obiettivi INRCA in occasione di “Tipicità 2015” ha presentato ChefMyself: un sistema basato su un robot da cucina, connesso a un social network dedicato, che mira ad aumentare la spinta motivazionale degli anziani verso una dieta corretta. ChefMyself unisce il concetto di prevenzione alimentare alle potenzialità offerte dalle moderne tecnologie assistive.

La cucina è l’ambiente domestico dove vi è la maggior concentrazione di dispositivi tecnologici” – spiega l’Ing. Lorena Rossi, Responsabile del Laboratorio di Bioinformatica, Bioingegneria e Domotica dell’Istituto – “E’ naturale quindi che buona parte della ricerca interessi sempre di più gli oggetti di uso comune che facilitano le attività quotidiane”.

Il robot da cucina utilizzato per ChefMyself è dotato di un’interfaccia semplificata per l’utente anziano e tramite connessione wi-fi può essere comandato da una serie di altri dispositivi di uso quotidiano, tra cui uno smart tv e un tablet.  Un’applicazione ispirata ai comuni social network, personalizzabile sulla base di fabbisogni nutrizionali specifici, aiuta la persona anziana nell’individuare e nel mantenere corrette abitudini alimentari. Permette infatti di trovare le ricette più indicate, scegliendo tra quelle già presenti nel sistema, o di caricarne di proprie. Ma non solo, consente anche di inserire commenti e inviare messaggi ad altri utenti anziani, incoraggiandoli a mantenersi attivi attraverso una “partecipazione virtuale”.

3_“INFORMCARE” – prima piattaforma web in Italia con servizi on-line per chi assiste un anziano (www.eurocarers.org/informcare) è la prima piattaforma web progettata per aiutare i ‘caregiver familiari’, ovvero chi si prende cura di parenti anziani non autosufficienti. La piattaforma, ad accesso gratuito, offre informazioni utili e consigli sulla gestione dell’anziano, sull’accesso alle agevolazioni fiscali, su come conciliare le proprie esigenze personali con l’impegno dell’assistenza e su come contattare servizi e associazioni in caso di bisogno. Inoltre, la piattaforma include alcuni servizi interattivi, come social network, forum e videochat, utilizzabili dai familiari per comunicare tra di loro e dare e ricevere supporto anche da professionisti.

“In Europa – spiega Giovanni Lamura, Responsabile del Centro Ricerche Economico-Sociali per l’Invecchiamento dell’INRCA – l’80% dell’assistenza ad anziani è fornita da familiari e amici, per una cifra che supera i 100 milioni di persone”. Senza i caregiver familiari, molte attività come cura personale, trasporto, sostegno emotivo, non sarebbero garantite. “Purtroppo però – continua Lamura – la loro funzione e competenza spesso non è riconosciuta”. Per questo la piattaforma include consigli su come gestire al meglio l’assistenza nelle patologie comuni in età avanzata oltre ad agevolare l’interazione tra utenti e la condivisione di idee e suggerimenti.

“InformCare – spiega Francesco Barbabella, ricercatore INRCA – dà la possibilità di accedervi in ogni momento della giornata, ovunque ci si trovi”.

La piattaforma InformCare è già attiva nella versione italiana e in quelle di 27 Paesi europei. Lo sviluppo è stato coordinato dall’INRCA e dall’associazione Eurocarers che, con il suo network di membri a livello nazionale, si è occupata di redigere i contenuti e di promuoverne il lancio negli altri Paesi. Lo sviluppo della piattaforma rientra nel progetto europeo Innovage, finanziato dall’Unione Europea con l’obiettivo di creare e testare innovazioni sociali per contribuire a migliorare il benessere e la qualità della vita in età anziana. Prima del lancio, la piattaforma è stata testata in Italia, Germania e Svezia su un centinaio di famiglie. In ogni Paese la gestione dei servizi interattivi di supporto è stata affidata a professionisti sociosanitari.

4_“SCREENED” –  sistema informatico per valutare il rischio sul paziente anziano del Pronto Soccorso e che consente, anche dopo le dimissioni, di monitorare a distanza gli esiti delle cure. Impiegato in via sperimentale in dieci strutture di pronto soccorso e punti di primo intervento delle Marche. Il lancio è avvenuto nell’ambito dell’incontro “Grandi Anziani e Pronto Soccorso” organizzato dall’Irccs Inrca e dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria volto ad illustrare al settore degli operatori del pronto intervento il progetto Screened. Finanziato dal Ministero della Salute, il progetto ha l’obiettivo di migliorare i percorsi assistenziali del paziente geriatrico nella rete dell’Emergenza-Urgenza.

“I pazienti che afferiscono ai servizi di emergenza – spiega Carlos Chiatti, ricercatore Inrca, rappresentano un gruppo di popolazione particolarmente a rischio. E’ necessario accrescere la cultura geriatrica degli operatori e la familiarità con strumenti innovativi che offrono valutazioni più accurate dello stato di salute prima e dopo le cure”.

La novità del sistema (Ed-Screener) sta infatti nella possibilità di combinare nuovi dati rilevati dal personale sanitario con quelli già in possesso delle strutture (dati sui tempi di attesa e triage infermieristico). Il software integrato nel sistema stratifica così i pazienti anziani a seconda della loro complessità. Ad esempio, indica quali pazienti dovrebbero sottoporsi a specifiche consulenze geriatriche o quelli che potrebbero incontrare più difficoltà dopo la dimissione. Grazie al progetto, 80 professionisti sanitari sono stati formati sulla tematica della gestione dell’anziano in urgenza e sull’utilizzo del software.

“Presto il software – aggiunge Chiatti – sarà integrato ad una piattaforma ICT che, tramite l’utilizzo dei dati provenienti da altri flussi (SDO, FAR, SIAD) consentirà il monitoraggio centralizzato del percorsi di assistenza”. Tramite la funzione di invio sms sarà anche possibile avvertire medici e familiari se il paziente viene ricoverato, avviando così un percorso automatizzato di comunicazione tra servizi del territorio e famiglie. Un valido esempio di ricerca applicata all’assistenza: “mettere a sistema dati di origine diversa in ambito sanitario – conclude Fabrizia Lattanzio, Direttrice scientifica Inrca – permetterà di facilitare la programmazione sanitaria, consentendo una lettura più accurata della domanda espressa dall’area di riferimento”.

Il progetto Screened coinvolge dieci Pronti Soccorsi e Punti di Primo Intervento della Regione Marche oltre a due strutture in Lazio e Calabria.

Ringraziamo per la collaborazione e la documentazione fornita la Struttura INRCA, http://www.inrca.it/inrca/Mod_ric_124.asp?pag=Ric_home.asp, in particolare l’Ufficio Comunicazione e i ricercatori dei quattro progetti presentati:

  • Progetto Robot-ERA: Direttore Scientifico INRCA –  Dott.ssa Fabrizia Lattanzio
  • Progetto ChefMyself: Ing. Lorena Rossi, Responsabile Laboratorio Domotica, Bioinformatica, Bioingegneria
  • Progetto Screened: dott. Carlos Chiatti, ricercatore e Dott.ssa Fabrizia Lattanzio, Direttore Scientifico
  • Progetto InformCare, dott. Giovanni Lamura, Responsabile Centro ricerche economico-sociali per l’Invecchiamento INRCA.

 

 

 

 

Send this to a friend