Weight gain is also one of the cheap tamsulosin very common Omeprazole..

La parola d’ordine di questa storia è contaminazione. The Fab nasce tre anni fa a Verona come co-working dalle teste di pochi amici e collaboratori. La contaminazione tra capacità ed esperienze diverse, ma con un obiettivo comune, ha fatto nascere la volontà di creare una rete di professionisti che offrisse alle imprese del nostro territorio un nuovo modo di “fare impresa”.

linotype-lorenzo-linthout-11

Lo spazio era un vecchio laboratorio artigianale di statuine in terracotta, e l’impressione è proprio quella che non sia stato modificato molto dalla sua destinazione originaria. Alle finiture di pareti e pavimento in cemento grezzo, le porte in vecchio legno, i coppelloni del soffitto a vista e le luci al neon, si sono aggiunti tavoli, sedie, libri e tanti computer.

The Fab (diminutivo di fab-rica o fab-ulous) è strutturato con un gruppo di soci fondatori, i cosiddetti resident, che lavorano tra comunicazione e marketing strategico (Amplificatore culturale e Sharazad sono due esempi) – attorno ai quali ruotano altre figure di liberi professionisti, che rimangono a The Fab per periodi più o meno lunghi passando successivamente ad altre esperienze. In questo senso il co-working funziona non solo come luogo di condivisione e come metodo anti-crisi per abbassare le spese, ma come un vero e proprio incubatore di progetti, che, dalla testa dell’ideatore, trovano in questo luogo la possibilità di essere discussi e confrontati con la professionalità dei vicini di scrivania, per riuscire infine a concretizzarli e svilupparli in continuazione.

linotype-lorenzo-linthout-06

L’obiettivo dei fondatori è la valorizzazione e la riqualificazione del nostro territorio, che ognuno compie attraverso il proprio lavoro. In particolare si occupano delle aziende artigiane e manifatturiere piene di storia e di saperi, che trovano oggi molta difficoltà a ricollocarsi sul mercato.

Introducendo il mondo digitale all’interno di queste realtà, cercano un nuovo modo per diffondere i loro valori, ridonandogli la possibilità di una nuova storia. Dalla comunicazione, all’architettura, alla pianificazione aziendale e l’organizzazione di eventi, oggi ci sono circa una ventina di persone che lavorano e realizzano idee all’interno di questo contenitore.

Il progetto più ambizioso e importante, nato quasi in contemporanea con il co-working, è quello di Lino’s Type, una idea di grafica vintage realizzata con vecchie macchine tipografiche a caratteri mobili, acquistate dalla Tipografia Borgo Roma che stava per chiudere.

L’inizio non è stato facile, c’è voluta tutta l’esperienza del vecchio tipografo Lino, orgoglioso di trasmetterla a dei ragazzi, passione e impegno per imparare ad usare questi macchinari complessi e comunicare al pubblico il valore di questa “arte retrò”.

Oggi Lino’s Type sta abbandonando il suo status di start-up per diventare una vera e propria società. In pochi anni ha riscontrato molto successo, si è meritata l’attenzione nazionale e internazionale attraverso articoli di giornale e servizi tv e si sente pronta per affrontare una nuova sfida.

La commistione tra vecchio e nuovo, passato e presente, sembra proprio aver trovato la sua massima realizzazione – e crescita – in questo progetto. Guardando al passato, alcuni ragazzi veronesi hanno saputo vedere la chiave per il loro futuro, con in testa solamente l’intuizione di salvaguardare un patrimonio artigiano che stiamo perdendo a causa delle attuali dinamiche economiche che favoriscono i grandi numeri delle multinazionali rispetto alla qualità degli artigiani. In questa direzione The Fab continua la sua missione, e ha nel cassetto il sogno di realizzare un fab-lab a integrazione del co-working. Il ciclo artigianale tra passato e futuro sarebbe così completo, passando dalle macchine a caratteri mobili alle stampanti 3D.

linotype-lorenzo-linthout-09

L’articolo completo si può trovare al link http://www.architettiveronaweb.it/?p=2150

Testo Dalila Mantovani

Foto Lorenzo Linthout