Lo scorso 5 novembre in occasione della fiera Ecomondo di Rimini si è svolta la settima edizione del premio Sviluppo Sostenibile 2015. ll Premio ha lo scopo di promuovere le buone pratiche e le migliori tecniche delle imprese italiane che raggiungono rilevanti risultati ambientali, con iniziative innovative, buone possibilità di diffusione e positivi risultati economici e occupazionali. Fra le imprese segnalate troviamo Next Energy srl, fondata da un giovane ingegnere trentino, Eros Bridi, classe 1974.

Next Energy è nata in un pomeriggio soleggiato fra i monti austriaci e in particolare a Bruck an der Mur, lungo un fiume alimentato dalle sorgenti di una terra salisburghese, nella Stiria. Siamo nel cuore verde dei vicini austriaci, caratterizzato da montagne con vette oltre i 3000 m dove ovunque scorre acqua verso valle. Si pensi che lungo il fiume  Mur sono dislocate ben 22 centrali idroelettriche, le quali producono oltre il 70% dell’elettricità necessaria all’intera Austria. Ed è così che fra una pedalata in bicicletta ed un pranzo conviviale l’ingegner Eros Bridi ipotizza di poter ricavare energia non solo, come diligentemente già messo in atto dagli austriaci attraverso le centrali, ma anche dalle dispersioni che avvengono quando l’acqua arriva alle vasche di calma. Questo piccolo guizzo di idea si trasforma in pochi mesi in un prototipo, il Giralog, una turbina che installata in prossimità degli acquedotti può produrre energia, laddove viene dissipata.

Ecco come funziona: “L’acqua scende a valle ed entra in pressione, attraverso le tubature, nelle vasche di decantazione dell’acquedotto. Sfruttando l’energia cinetica, ossia la forza dell’acqua in entrata, si innesca il moto della turbina di Giralog, che girando produce elettricità. Questa viene trasformata, da speciali inverter, per la messa in rete, oppure resa disponibile per alimentare utenze e macchinari direttamente sul posto. A questo punto l’acqua corre lungo altre tubazioni tramite la rete di distribuzione, fino alle nostre case. Ma questa turbina non è solo un sistema di produzione di energia elettrica infatti consente anche una diminuzione delle manutenzioni agli impianti. La turbina infatti, regolando costantemente l’afflusso di acqua alle vasche, permette di ovviare alla chiusura e apertura delle saracinesche d’ingresso e quindi di diminuire lo stress alle condutture per picchi di pressione.  Inoltre  attraverso dei sensori, rende anche possibile il controllo della rete idrica da remoto: è possibile monitorare quanta acqua passa e quanta energia si produce, ma anche analizzare l’acqua e chiudere in automatico un ramo dell’acquedotto in casi di Ph alterato.

In tutti i percorsi ci sono degli ostacoli, ed in questa storia sono stati di tipo burocratico, la tecnologia Giralog è infatti un brevetto italiano e presto europeo, ma non ha ancora trovato una sua collocazione all’interno delle normative italiane. Le potenzialità di questo progetto hanno tuttavia dipanato i dubbi dei dirigenti della Provincia di Trento ed in particolare del Servizio Acque che nel 2013 hanno compreso la validità del progetto, autorizzando quindi l’utilizzo del naturale correre di acqua nelle tubazioni e promuovendo l’efficientamento degli acquedotti montani e pedemontani, che meglio si prestano a questo sistema.

Pochi sono i Comuni che finora hanno aderito e appoggiato la sperimentazione, in Trentino se ne contano due, ma siamo solo all’inizio. Ci auguriamo che i premi finora vinti e le potenziali collaborazioni con l’Università, in primis quella di Trento, possano far fare a questa piccola azienda il salto di qualità necessario, per ottenere i risultati sperati.

Nel frattempo, io, che ho conosciuto l’ing. Eros Bridi di persona, per farmi raccontare questa storia, vi assicuro che ne sentiremo parlare ancora, perché è uno che non molla e perché credo, sia giusto così.