Passare dall’idea al prodotto finito è sempre stato legato ad un processo quasi alchimistico di plasmare il mondo intorno a noi a nostro piacimento.

Il più delle volte questo percorso è tortuoso e si scontra con la difficile fattibilità tecnica, i costi di produzione, ma soprattutto i tempi che rendono la gestazione di qualsiasi progetto Ingegneristico, Architettonico o di design, particolarmente lunga.

Oggi le cose possono dirsi sostanzialmente cambiate, o per lo meno in alcuni contesti o fasi del ciclo di vita del manufatto/prodotto Additive Manufacturing, 3d Printing e digital fabrication stanno cambiamo il nostro modo di produrre e realizzare quanto ideiamo.

Ma cosa è la digital fabrication?

E’ di fatto una metodologia di lavoro, che permette di realizzare oggetti solidi partendo da disegni digitali, mediante tecnologie innovative come la stampa 3D, sistemi di taglio laser o frese ad alto potenziale.

I professionisti 4.0 saranno chiamati a maneggiare queste tecnologie e nello stesso tempo a trasformarsi per mettere a punto nuove “ricette” in grado di trarre frutto dalla grande quantità di informazioni collettive a disposizione.

Producendo in digitale cambiano completamente le economie di scala potendo produrre pochi pezzi a costi competitivi con quelli delle serie industriali. Non si tratta solo di stampare in tre dimensioni, ma di un nuovo modo di vedere la proprietà intellettuale, di condividere il Design e replicare prodotti e manufatti su licenza in qualsiasi parte del mondo, si può produrre ovunque poiché il disegno CAD può essere messo in rete ovunque, scaricato ovunque e prodotto sotto di fatto sotto casa. E questo modifica il concetto di licenza d’uso in quanto la digital fabrication implica che chi scarica il disegno può modificarlo e personalizzarlo direttamente, secondo i suoi scopi.

E gli esempi sono tanti : The Fablab (http://www.thefablab.it/) è un laboratorio di fabbricazione digitale condiviso in cui è possibile costruire (quasi) qualsiasi cosa sfruttando un mix di tecnologie digitali (stampanti 3D, frese CNC, lasercutter, Arduino) e macchine analogiche per la prototipazione e la produzione in piccola serie di oggetti/prodotti auto costruiti; Cyrcus.it (www.cyrcus.it) propone la vendita diretta di prodotti in collaborazione con giovani e grandi firme del design, qui i designer hanno la possibilità di proporre i propri design d’autore che vengono realizzati, personalizzati su richiesta e distribuiti direttamente dal circuito della piattaforma attraverso service di altissima qualità tecnica dislocati in tutto il mondo.

Anche l’università e la ricerca si muovono in questa direzione. Il Phycolab del Politecnico di Milano (http://www.phycolab.polimi.it), per esempio, è interessato al mondo della fabbricazione digitale in quanto attualmente, anche i prodotti storicamente non tecnologici, tendono a prevedere capacità intrinseca di calcolo. I prodotti diventano intelligenti e interattivi, possiedono microprocessori e controllori, è la diffusione del Ubicuitus Computing.

Ma non basta, anche il PoliFactory (http://www.polifactory.polimi.it) è uno spazio in cui si sperimentano concretamente i nuovi processi di design e fabbricazione digitale e si fa ricerca sulle tecnologie e i modelli di produzione e distribuzione che caratterizzano l’evoluzione dei prodotti-servizi contemporanei. È un luogo aperto dove indagare i futuri scenari della manifattura avanzata: dalla produzione distribuita all’open hardware fino al design dei prodotti-servizi ad alta interattività.

Prof. Ing Giambattista Gruosso – Politecnico di Milano