Il tema delle città metropolitane è stato oggetto di un’interessante studio di un gruppo di lavoro interno alla Federazione regionale ingegneri del Veneto.
Le più recenti tendenze dello sviluppo economico in Italia, ma non solo, mostrano una tendenziale riconcentrazione della crescita nei nodi metropolitani: essi rappresentano le aree di maggiore densità di opportunità e di fattori di innovazione, connessione ed integrazione tra scala globale e dimensione locale, luoghi della raccolta ed elaborazione delle conoscenze.
Il report di ricerca citato cerca di inquadrare il tema della città metropolitana nel quadro internazionale, ed europeo in particolare.
Esso dimostra semplicemente che la decisione adottata di far coincidere la CM di Venezia con la sua attuale Provincia è operazione che non trova alcun riscontro oggettivo sulla realtà territoriale, organizzativa e funzionale degli ambiti/contesti metropolitani della nostra regione.
Lo studio poggia saldamente su alcune ipotesi di lavoro ampiamente condivise e praticate anche a livello internazionale nelle discipline proprie della individuazione dei sistemi insediativi di tipo metropolitano; chiaramente con alcuni “orientamenti” analitici specifici, assolutamente necessari per cercare di indirizzare quanto più possibile l’indagine conoscitiva predisposta in relazione alla particolarità insediativa consolidata della nostra regione.
Di particolare rilevanza risulta essere la ricerca dei possibili ambiti metropolitani mediante la misurazione dei flussi principali della mobilità nel territorio, rilevati attraverso le principali infrastrutture viabilistiche (autostrade, strade principali, ferrovie).
L’elemento determinante in tal senso risulta essere il nodo di riferimento fondamentale dell’intero sistema territoriale definito in qualità di “porta metropolitana” (nodo/ambito di interscambio fra la parte interna e quella esterna dell’intero insieme metropolitano analizzato).
Nel caso specifico, in accordo con le teorie maggiormente consolidate a livello internazionale, è stato considerato un intervallo temporale complessivo di origine/destinazione di circa 1 ora. I dati di base sono quelli direttamente rilevabili dai moderni sistemi informativi direttamente riscontrabili nei siti ufficiali di Internet (Google maps).
La disponibilità di tali dati innovativi ha permesso di approntare tutta una serie di elaborazioni/analisi territoriali molto interessanti che permettono di delineare alcune fondamentali “figure” di un possibile contesto metropolitano (mediante lo studio approfondito delle isocrone dei diversi flussi di movimento).

venetoFig.1 Pendolarismo locale verso il comune capoluogo di Provincia. Si noti come alcuni comuni (evidenziati in bianco) abbiano relazioni più forti verso un polo che non è il proprio capoluogo di provincia.

Si rimanda alla lettura completa del documento al sito http://www.foiv.it/news-ed-eventi/corsi-e-convegni/130-convegno-10-aprile-la-citta-metropolitana-veneta-il-contributo-degli-ingegneri-venezia-mestre.html