La pianificazione e la gestione dei territori complessi passa anche per la creazione di servizi innovativi – ai cittadini e non solo – e per lo sviluppo di nuove tecnologie e dell’economia digitale. Con l’istituzione delle prime Città metropolitane a partire dal 2014 infatti (1) cambia il volto dei sistemi territoriali e delle connessioni tra le comunità e gli enti locali. E’ vero, in molti casi, le Città metropolitane ricalcano i confini territoriali delle vecchie Province e ne assumono parti di funzioni, ma non solo e oltretutto non esiste una sola logica costitutiva per questa tipologia di Enti. La riforma degli enti locali e delle autonomie fiscali rendono poi ancora più complessa questa nuova composizione di sistemi territoriali, infatti oggi coesistono insieme alle Città metropolitane e alle Unioni di comuni, anche le Reti Urbane e le Reti metropolitane.

Per dare un’idea di massima sulla scala di grandezza e provare a capire quanto la questione sia complessa, su una popolazione residente totale di circa 60.000.000 di italiani, circa 22.000.000 sono cittadini residenti nelle sole prime 14 città metropolitane, di cui solo Roma, Milano, Napoli, Torino e Palermo contano 14.000.000 di residenti. Che dire, sono grandi numeri e “n” gradi di complessità nella gestione di questi sistemi intercomunali, soprattutto se pensiamo alle nuove funzioni che queste tipologie di Enti locali ricoprono, oltre a quelle per cui si sostituiscono alle Province, e nello specifico:

  1. adozione e aggiornamento annuale di un piano strategico triennale del territorio metropolitano, che costituisce atto di indirizzo per l’ente e per l’esercizio delle funzioni dei comuni e delle unioni di comuni compresi nel predetto territorio, anche in relazione all’esercizio di funzioni delegate o assegnate dalle regioni, nel rispetto delle leggi delle regioni nelle materie di loro competenza;
  2. pianificazione territoriale generale, ivi comprese le strutture di comunicazione, le reti di servizi e delle infrastrutture appartenenti alla competenza della comunità metropolitana, anche fissando vincoli e obiettivi all’attività e all’esercizio delle funzioni dei comuni compresi nel territorio metropolitano;
  3. strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici, organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano. D’intesa con i comuni interessati la città metropolitana può esercitare le funzioni di predisposizione dei documenti di gara, di stazione appaltante, di monitoraggio dei contratti di servizio e di organizzazione di concorsi e procedure selettive;
  4. mobilità e viabilità, anche assicurando la compatibilità e la coerenza della pianificazione urbanistica comunale nell’ambito metropolitano;
  5. promozione e coordinamento dello sviluppo economico e sociale, anche assicurando sostegno e supporto alle attività economiche e di ricerca innovative e coerenti con la vocazione della città metropolitana come delineata nel piano strategico del territorio di cui alla lettera a);
  6. promozione e coordinamento dei sistemi di informatizzazione e di digitalizzazione in ambito metropolitano. (fonte: ANCE “Finalità e funzioni delle Città metropolitane”, ottobre 2015)

Non per niente si registrano ad oggi grandi difficoltà nella gestione delle maggiori Città Metropolitane, soprattutto dal punto di vista fiscale e pianificatorio.

E qui s’innesca la scintilla: si tratta di una sfida. In particolare per l’Italia la sfida è quella di risolvere e trovare soluzioni per contrastare i gravi ritardi che sussistono rispetto agli altri paesi europei più attrezzati nella fornitura dei servizi sia per i cittadini, sia per le imprese. I vuoti da colmare, sotto il profilo territoriale, vanno interpretati partendo dall’opportunità offerta dalle tipologie di servizi erogabili attraverso l’Agenda Digitale, per esempio, sfruttando i modelli delle esperienze pilota di alcuni grandi comuni. L’autonomia fiscale concessa alle Città metropolitane è garantita da alcuni strumenti e linee di finanziamento specifici, come il PON (Programma Operativo Nazionale) con i Fondi Strutturali Europei ad esempio, gestiti dalla Commissione Europea con l’obiettivo di ridurre il divario fra le regioni più avanzate e quelle in ritardo di sviluppo. Aumentando la capillarità di servizi digitali nelle città metropolitane e in particolare nelle loro aree più eccentriche, sostenendo le Città metropolitane delle Regioni meno sviluppate, che mostrano un livello di diffusione inferiore a quello delle altre categorie di regioni interessate dal PON, si potrebbe garantire un processo di convergenza e omogeneità su base nazionale.

La strategia del Programma intende fare leva sull’offerta di servizi, con l’obiettivo di allineare tutte le Città metropolitane, indipendentemente dalle condizioni di partenza, almeno al target identificato dall’Agenda digitale europea e dalla Strategia nazionale per la crescita digitale, pari al 50% dei cittadini utilizzatori di servizi digitali.

Alcuni progetti pilota, la cui validità è stata riconosciuta a livello nazionale e europeo, che rappresentano modelli replicabili e perseguibili sono ad esempio il Progetto Rete Civica Iperbole2020 del Comune di Bologna e il progetto Linea Comune di Firenze.

A Bologna, il progetto Iperbole2020 nasce con l’intento di realizzare il nuovo portale di erogazione dei servizi online integrato con uno spazio innovativo dedicato alla collaborazione civica. L’ottica di sviluppo che l’ente intende attuare per la Rete Civica prevede inoltre l’apertura ad ospitare non solo servizi comunali ma anche di altri soggetti che erogano servizi a cittadini ed imprese e la diffusione della piattaforma all’intera città metropolitana, con l’ulteriore integrazione con altre soluzioni regionali e nazionali che erogano servizi alla medesima utenza (es. Fascicolo Sanitario, piattaforma di pagamento regionale PayER, sistema di federazione della identità FedERa futuro fornitore di servizi verso SPID). Il portale si compone di due sezioni: ServiziOnline e Comunità.

Per gli enti Comune e Provincia di Firenze e i 24 comuni limitrofi troviamo invece Linea Comune, un sistema strutturato e dedicato alla gestione ed erogazione dei servizi di eGovernment in ottica multi-canale: web, contact center. E’ così nata la società pubblica Linea Comune, che rappresenta una eccellenza a livello nazionale. Linea Comune, oltre ai servizi online ed al contact center, gestisce inoltre, a livello anch’esso multi-ente il mondo smart tourism che include applicazioni per musei, ed il sistema Firenze Card, condiviso con i più importanti musei fiorentini.

Ecco come l’agenda digitale può essere considerata una fondamentale precondizione per lo sviluppo dei servizi nei sistemi di reti.

 

(1)  L’8 aprile 2014 vengono istituite le prime dieci città metropolitane (tra cui Roma Capitale, Milano, Napoli, Torino, Firenze e Bologna) e successivamente fino ad oggi arriviamo a quota 14 città metropolitane, in cui la neonata Cagliari rappresenta una singolarità poiché è l’unica città metropolitana costituita con una logica d’area e non derivante dalla preesistente Provincia.