L’ingegnere Francesco Fatone, ricercatore e professore associato presso il Dipatrimento Biotecnologie dell’Università di Verona, racconta il grande risultato ottenuto con l’approvazione del progetto di ricerca finanziato dall’Unione Europa finalizzato alla tutela delle riserve di acqua dolce.

Il progetto è stato valutato dalla Commissione Europea per il valore del nuovo paradigma di ricerca che introduce: mettere il cittadino come obiettivo primario, soggetto da coinvolge facendolo partecipare attivamente alle scelte che saremo chiamati a fare per tutelare il bene comune più prezioso per la vita: l’acqua.

Francesco Fatone presenta il progetto IntCatch

Il progetto IntCatch (Development and application of Novel, Integrated Tools for monitoring and managing Catchments, NdR) illustra tecniche innovative per monitoraggio e la gestione integrata dei bacini idrografici ed è stato finanziato da Horizon 2020 nell’ambito della call più competitiva, la Water ONE B che su oltre 170 proposte presentate ne ha finanziate meno di dieci quindi meno del 5% di successo.

 

Di cosa si tratta: andiamo a implementare in un ambito multidisciplinare tecniche robotiche ed intelligenza artificiale, sistemi avanzati di trattamento delle acque meteoriche, sistemi di raccolta dati in ambiente cloud quindi analisi dei big data di modo che i dati raccolti dei sistemi robotici che monitorando le acque in tempo reale siamo fruibili al cittadino.

 

Questo è uno dei motivi principali per cui la Commissione Europea ci ha premiato il concetto di cityzen science: la nuova direttiva quadro acque ha come pilastro un maggiore coinvolgimento del cittadino nella gestione del proprio capitale naturale acqua.

 

Su questo abbiamo fallito in un certo senso fino ad oggi perchè la qualità delle acque non è nota ai
cittadini comuni e quindi non riescono a contribuire da guidare nelle decisioni per i grossi investimenti circa le infrastutture idriche che servono a  tutelare il patrimonio e quindi la qualità stessa delle acque.

 

Quindi l’obiettivo non è solo validare tecnologie in ambito  applicativo ma è quello di coinvolgere e partecipare in modo che si possono prendere decisione sulla base della conoscenza scientifica.

 

Un cosa molto importante: questo progetto partecipano università, ma partecipano molte aziende perchè è un’azione di innovazione.

 

Obiettivo finale e portare le tecnologie innovative al mercato, ovvero noi partiamo dalla conoscenza acquisita dai nostri laboratori la sviluppiamo e la applichiamo nei bacini idrografici affinchè alla fine del
progetto questi diventano linee guida comunitarie per poter guidare le nuove direttive, i nuovi regolamenti e quindi i nuovi piani di investimento.