e così ci siamo, alla terza edizione, in men che non si dica, a Palermo il 22 giugno.

E come per ogni buona nuova iniziativa, tanto abbiamo imparato, tanto cambieremo per il futuro, perchè se una cosa è certa, è che se il fuoco lo si governa con maestria e sapienza è fonte di vita, per questo servono scintille permanenti.

Questo è l’auspicio che faccio al coraggioso Consiglio Nazionale Ingegneri che, rispetto a molti altri organismi intermedi, ha con decisione intrapreso un percorso di convinto rinnovamento interno ed apertura verso l’esterno, per questo ha la mia spada, per questo servono ancora oggi le vestali.

Non c’è territorio nella penisola dove manchi il da farsi nella modifica della mentalità e degli approcci allo studio, alla professione ed alle attività produttive, per non parlare del mindset relativo al lavoro in se.

Per questo plaudo al partenariato di primissimo piano costruito da Scintille e dal CNI. Non capita tutti i giorni di vedere sullo stesso tavolo a ragionare di futuro comune CERN, CNR, CIRA, CFNS, ISSNAF, RPT

Viviamo una realtà mutata, abbiamo metabolizzato il fatto che è indispensabile costruirsi e ricostruirsi continuamente per il prossimo e per se, consapevoli che a cascata questo avrà effetti nelle professioni e nelle realtà imprenditoriali, di conseguenza nelle società in cui lo facciamo.

Certo mi è chiaro che non tutti hanno la verve necessaria per essere tedofori, ma quelli che riescono hanno il dovere sociale di ergersi nel proprio piccolo a grandi Efesto, per mantenere viva la fiamma della speranza di un mondo e di un futuro migliore.

Abbiamo anche la responsabilità di evolverci noi stessi in quel che serve per il dopodomani, senza attenderlo, perchè mi è chiaro che un semplice concorso d’idee non è la soluzione di tutti I mali, ma è un pezzo della stessa.

Mi sembra che l’onda lunga della moda dell’innovazione si stia ritirando, lasciando spazio e campo a chi realmente innovazione fa nei e per i territori, dove serve, alle persone, alle scuole ed alle aziende.

Sarebbe rilevante che l’intelligenza seduta attorno al tavolo di Scintille avesse l’onore, e l’onere, di sedersi coesa anche in altri tavoli, quelli nei quali si decide (a tavolino 🙁 ahinoi!) che innovazione deve essere fatta e dove … magari si eviterebbero altre cattedrali nel deserto o altre programmazioni strategiche d’area vasta che ad oggi, come noto, non hanno generato i risultati sperati.

C’è necessità d’energia nuova e sana, di voglia di fare, di pazienza e consapevolezza del proprio ruolo nella propria società ed in quella degli altri; non si deve inseguire, neanche con scintille, la chimera degli unicorni, ma le necessità delle persone nei territori, cui dare risposta tecnologica, innovativa, sostenibile e tesa al miglioramento continuo.

Per questo mi auguro che anche quest’anno rispondano in tanti alla chiamata di Scintille. Perchè ogni angolo del pianeta ha necessità del suo Efesto, delle sue vestali, dei suoi sognatori e di quelli che sostengono il cambiamento in meglio dei sistemi, che lo fanno non per ambizione o per personale tornaconto, ma perchè sentono il dovere di farlo, hanno energia per portare avanti la propria utopia (senza la quale non c’è progresso) e per metterla in rete con quella degli altri.

Quindi vi aspettiamo curiosi e numerosi, teniamo vivo il fuoco del futuro, ognuno con quello che può, io insieme a voi con la mia scintilla

qual è la vostra?

e come sempre io lo dico a voi ma voi per piacere ditelo a tutti: AVANTITUTTA!