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ritaglio pulaRiportare l’Ingegneria al centro della società. Con l’evento Talks Slidingdoors 2015, il 24 settembre prossimo (dalle ore 18) al Teatro Ristori di Verona due progetti si sovrappongono per dare vita a un’opportunità unica per ingegneri (e non solo) e per tutto il pubblico veronese.

Un evento che concretizza due percorsi: quello del Consiglio dell’Ordine e quello del CNI. Con un unico obiettivo: riportare la figura e il ruolo “civico” dell’Ingegnere al centro della società. Ricominciando dall’etimo “ingenium” – da cui appunto Ingegneria – per riscoprire quella scintilla dell’esercizio intellettuale che si esprime nell’esplorazione di saperi diversi e si realizza nella capacità di fare sintesi tra conoscenza e applicazione, tecnica e filosofia, facendosi interprete di quell’ “umanesimo integrale” di cui la nostra società sente ancora forte la necessità e che figure come Adriano Olivetti erano riuscite a realizzare nel proprio progetto imprenditoriale.

A ben guardare, sono molteplici oggi le ragioni che, invece, hanno “costretto” la nostra categoria in disparte. Lobbies che pensano di poter rinunciare al valore umano degli ingegneri, politici convinti di far crescere la nazione imponendo alla progettualità dei tecnici bandi al massimo ribasso, committenti che arrivano persino a “trasformare” in ingegnere chi non ne ha neppure il titolo accademico.
In tutto questo, ci assumiamo le nostre responsabilità. Troppe volte miopi o accecati dalla certezza di una nostra superiorità e immunità rispetto ai cambiamenti del mondo, ci siamo ritrovati vittime nella tremenda crisi che attanaglia il vecchio continente. Con l’aggravante che, purtroppo, l’Italia non ha capito come l’unica via d’uscita è quella della qualità, che la categoria degli ingeneri rappresenta appieno.

Per questo motivo il Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia da una parte, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri dall’altra, hanno individuato – in modo del tutto indipendente e nuovo – un percorso per rimettere il pista la nostra categoria: quello di aprirsi alla società.
A Verona con la nostra rassegna “Open. Ingegneri aperti alla città”, alla quarta edizione, il CNI con la seconda edizione del concorso di idee nazionale e multidisciplinare “Scintille”, lanciata con partnership importanti come il CERN di Ginevra. Due iniziative, culturali, formative e “d’impresa” che sommeranno le proprie energie in una serata che ha in sé anche la pretesa di lasciare un piccolo segno nella “percorso” di questo Ordine.

Una mission che l’Ordine ha fatto sua soprattutto negli ultimi anni anche per superare un’immagine stantia di mero “ufficio burocratico” e provare a raccontare la figura dell’ingegnere moderno senza mai dimenticare le grandi figure tecniche del passato che hanno lasciato anche a Verona opere e manufatti di valore. Con le rassegne culturali Open. Ingegneri aperti alla città, oggi alla quarta edizione, l’Ordine si propone dunque come “agenzia culturale” oltre che luogo precipuo e istituzionale di aggiornamento professionale. Il progetto Verona per Expo 2015, cui prontamente abbiamo aderito, rappresenta ad esempio, una delle occasione colte dall’Ordine per mettere al servizio della città le competenze che gli sono proprie.
TALKS SLIDINGDOORS, l’evento e i relatori
Sette interpreti, protagonisti dei nuovi linguaggi digitali, della cultura, della scienza, della ricerca, della musica, dell’arte e della filosofia saranno sul palco dello storico teatro veronese per raccontarci, in un susseguirsi incalzante di interventi, la loro visione di “Confine – Ingegneria e società”, secondo la loro particolare esperienza umana e professionale.
Personalità che abbiamo individuato tra quanti hanno accolto una “sfida progettuale” e ne hanno solcato tutte le direzioni per proporre un nuovo approccio professionale “dal volto umano”. Abbiamo unito mondi e linguaggi, la tecnica e la capacità di leggere “dentro l’uomo”. Per far percepire, anche ad un pubblico non specialista, la ricchezza, la centralità e soprattutto la necessità di un approccio multidisciplinare alla professione nella società moderna.

Hanno accolto con entusiasmo il nostro invito personalità note e meno note: tutte con qualche cosa di sorprendente da raccontare. Sul palco: Derrick de Kerckhove, sociologo della comunicazione e guru dei nuovi media (Intelligenza connettiva e brainframes), Giuseppe Magro, ingegnere nucleare specializzato nello sviluppo di sistemi di supporto alle decisioni, dal 2006 presidente della sezione italiana dell’Associazione internazionale d’impatto ambientale (IAIA) (Q-cumber, il network per la sostenibilità ambientale), Chiara Montanari, ingegnere, prima donna a guidare due volte una spedizione italo-francese in Antartide (Cronache dai ghiacci, “Fare” Ricerca in ambiente estremo), Padre Renato Kizito SESANA, missionario comboniano, giornalista, scrittore e fondatore di Koinonia, comunità cristiana presente nei più difficili slum dell’Africa (Vivere ai margini, slum e riscatto sociale), Remo Dorigati, architetto e docente di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, tra i progettisti che hanno restaurato il teatro milanese sede del REFETTORIO AMBROSIANO, progetto di “inclusione sociale” di EXPO 2015 (www.refettorioambrosiano.it, la rigenerazione urbana per l’inclusione), Silvano Tagliagambe, professore emerito del Dipartimento di Architettura, Design e Urbanistica dell’Università di Sassari (Scintille di innovazione).
Con la partecipazione straordinaria di Davide Van De Sfroos (al secolo Davide Bernasconi) cantautore, chitarrista e scrittore. Già il nome d’arte “Vanno di frodo” parla di frontiere, dei crinali dei monti al confine con la Svizzera – sopra al Lago di Como – da cui proviene anche il dialetto in cui scrive i testi delle sue canzoni. Cresciuto a Mezzegra, nel “cuore” del Lario, quasi tutte le sue canzoni, e i suoi libri, parlano dello spirito profondo del “suo” Lago. La maggior parte dei testi è pensata, scritta e cantata in dialetto tramezzino (o laghée): una lingua più che un vernacolo, resa ancora più realistica da storie e personaggi assolutamente poetici.

Per gli spettatori un evento culturale di spessore; per gli organizzatori una sfida non indifferente.
Non ci resta che ascoltarli, per trattenere qualche “scintilla”.
Con l’auspicio, ovviamente, che l’appuntamento sia un grande regalo a tutti voi e alla città.

Luca Scappini – Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Verona