Abbiamo conosciuto l’UNIBS SKIFF PROJECT in occasione di un seminario, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Brescia il 28 novembre 2015, durante il quale oltre a discutere di innovazione e del progetto scintille sono state presentate alcune eccellenze del territorio.

L’UNIBS SKIFF PROJECT è nato nel 2012 all’interno dell’ateneo bresciano con la finalità di costruire uno skiff, un’imbarcazione a vela da regata a tavola piatta e scafo sottile, creando una squadra di studenti e docenti. La costruzione dello scafo è avvenuta completamente all’interno dell’Ateneo con la collaborazione di progettisti, tecnici ed atleti.

La costruzione dell’imbarcazione è avvenuta nel rigoroso rispetto delle regole che permettono di partecipare alla regata 1001VelaCup, manifestazione competitiva tra università che si tiene ogni anno a settembre. Fondamentale è la scelta dei materiali, infatti l’insieme scafo-coperta-terrazze deve, secondo le regole imposte, prevedere un contenuto in legno o materiale vegetale e/o animate, espresso in peso, non inferiore al 70%
La prima barca legata al progetto è WARLUS progettata nel 2013 e costruita nel 2014. Lo scafo è costituito da un sandwich di fibra di lino e core in sughero. Il sandwich è stato laminato sullo stampo, anch’esso realizzato all’interno dell’università. Successivamente alla laminazione la resina in eccesso è stata eliminata grazie all’utilizzo di una pompa a vuoto e l’intero scafo è stato mantenuto alla temperatura controllata di 50°C per una settimana.

 

WARLUS ha partecipato alla 1001VelaCup del 2014 a Palermo con al timone Gabriele Avogadri e a prua Alessandro Archetti.
Nel 2015 sono state apportate alcune migliorie all’imbarcazione, grazie all’esperienza maturata: le terrazze sono state alzate in modo da non interferire con le onde, è stato cambiato l’albero e l’attrezzatura di coperta è stata migliorata.
Con questa versione migliorata di WARLUS il team si è presentato all’edizione di 1001VelaCup del 2015 a Rimini con Guido Parterlini al timone e Giulia Martello a prua.
L’esperienza è stata nuovamente fondamentale per fare esperienza e raccogliere dati. A valle della competizione, facendo tesoro dei problemi riscontrati, il team ha ritenuto necessario procedere immediatamente alla progettazione di una nuova imbarcazione con uno scafo più leggero e una nuova forma che possa permettere maggiori performance.

Parallelamente gli studenti di Ingegneria, del dipartimento di Meccanica Industriale, hanno realizzato un importante progetto che parteciperà alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro: il SEGGIOLINO PARALIMPICO.
Il loro progetto ottimizzerà infatti lo Skud 18 azzurro, il doppio misto per i velisti con disabilità in ambito motorio che sarà portato da Marco Gualandris e Marta Zanetti.
L’idea è salpata nella primavera del 2015, in occasione di LEA, Lakes Expo Access, incontro che ha visto radunati al Circolo Vela Gargano, per un interessante meeting, i velisti paralimpici, i ragazzi delle scuole medie garganesi e gli studenti di Ingegneria dell’ateneo bresciano.
I velisti paralitici erano alle prese con una serie di migliorie per l’imbarcazione, a partire da un seggiolino basculante più leggero e gestibile dall’equipaggio attraverso un motore elettrico. Così dopo meno di cinque mesi di lavoro il progetto degli studenti bresciani Paola Freddi, Francesca Frialdi e Paolo Freddi, sotto l’attenta regia dei tecnici della nazionale di vela, del professor Luigi Solazzi e dell’ingegnere-velista Massimo Collotta ha visto la luce.
E così alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro oltre al tifo per gli atleti si dovrà fare anche il tifo per il seggiolino bresciano.

 

 

Ringraziamo per i contributi forniti il prof. ing. Luigi Solazzi e l’ing. Massimo Collotta.