Red is the magic colour,
il rosso dell’amicizia,
del cuore,
dell’auto di Soraya che con il suo sorriso ci accompagna dentro il cuore energetico di ciò che resiste dell’ Alfa di Arese.
Si parte con il primo prototipo al mondo di turbina ad eccitazione statica dei primi anni ’70 con cui oggi si potrebbe riscaldare la popolazione di almeno 5 comuni del circondario…

si passa poi a caldaie, condensatori e pompe controllate dall’alto con sistemi presi in prestito dalla tecnologia navale. 60 anni fa qui si alimentava una produzione di altissima qualità, con prestazioni da capogiro, intrisa di meccanica, tecnica, intuizione e fantasia. Produrre aria compressa con u.r. 0% per avere una verniciatura perfetta…

 

l’impossibile che diventa realtà.

La cura del dettaglio e la ricerca della perfezione, concetti ormai sconosciuti in una società dell’apparenza dove un selfie è l’apice di espressione e di esistenza. Di tutta questa grandezza oggi restano solo la centrale di trigenerazione, la Power Station, vero gioiello della fisica tecnica, il Centro Direzionale e il suo Alveare ( il segreto reparto esperienze) progettati da Gardella, il km della spina centrale, il reparto stile, dove 12000 persone pranzavano su turni diversi, si scambiavano opinioni, si sussurravano le loro paure, le loro vite e i loro sogni in una pausa caffè. La gente rendeva magico questo luogo insieme allo spirito di squadra e la sinergia. Ad Hannower non molto tempo fa la Volkswagen, voluta da Hitler ben 27 anni dopo la nascita dell’A.L.F.A., è risorta fortissima dalle sue macerie rimanendo radicata al suo territorio . L’Alfa di Arese, invece, scompare pian piano ogni giorno dimenticata da tutti per la cecità di politici che non vedono in essa un’identità e una possibilità ma un anoninimo quartiere dormitorio satellite di Milano.
Si guardava al futuro, si soffriva, si inventava,si creava….
adesso rimangono ruderi industriali e orde di avventori alla ricerca del saldo più conveniente a temperatura controllata tutto l’anno, immemori o ignari di quello che accadeva attorno a loro in un passato non troppo lontano. l’Alfa club di Milano si è battuto per non disperdere la preziosa collezione contenuta nel Museo che deve vivere e rimanere ad Arese (www.alfaclubmilano.it/museo.html). Nell’Anonima convivevano come una famiglia tutti gli uomini e le donne che permettevano la realizzazione di emozioni su 4 ruote, nel Lombarda c’erano i locali e chi veniva da lontano per creare un futuro per sé e la propria famiglia grazie alla Fabbrica di Automobili. Con questo spirito e con molta passione, è stato fatto rivivere il museo dell’Alfa Romeo che accoglie il visitatore con la sua pensilina rossa, la sottile linea red che non ti abbandona mai in tutto il percorso.
Rosso come le stupende autovetture, la Giulia, la Giulietta, la Touring….anche se per me l’Alfa è blu melanzana ed è un numero: 75. All’uscita della scuola papà mi prendeva per correre tra i tornanti di Capo Santalessio e poi via Pirandello e arrivare su a Taormina… il mio piccolo Stelvio.
Le ruote stridevano come una nenia, il mare, le agavi e le rocce scorrevano veloci ma l’assetto era perfetto e le ruote rimanevano incollate all’asfalto mentre io mi lasciavo cullare in questa danza.
Anche questo è produrre emozioni.
Ciò era possibile perché a monte o meglio in pianura ad Arese su 2 mln di mq tante persone collaboravano a un progetto e si confrontavano guardando al futuro che era ben più lontano dell’anno a venire o di proiezioni di solo fatturato. FFF (Farina, Fangio, Fagioli). Meno maglioncini falso borghesi e più tute blu sporche di olio, più cuori e più occhi ricchi di passione come quelli di Soraya e di Andrea Vecchi che ci hanno accompagnato per una giornata indimenticabile.
Nuvolari ha la bocca sempre chiusa, di morire non gli importa niente? / Corre se piove, corre dentro al sole / Tre più tre per lui fa sempre sette / Con l’alfa rossa fa quello che vuole / dentro al fuoco di cento saette! / C’è sempre un numero in più nel destino quando corre Nuvolari? / Quando passa Nuvolari ognuno sente il suo cuore è vicino.

Ing. Cristina Pacher
Gruppo Giovani Ingegneri provincia di Como

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