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In occasione della Conferenza “Solar Power Automative Application for Sustainable Mobility” tenutasi l’8 Aprile a Catania, organizzata dal centro di ricerca dell’Università di Catania, è stata presentata un’auto speciale: la “Archimede Solar car 1.0”.  

Si tratta di un’auto elettrica da corsa, tutta made in Sud, che si propone di innovare il settore della mobilità ad impatto zero. Ideata dalla Futuro Solare Onlus, in collaborazione con l’Università di Catania, il Comune di Siracusa, la Enecom Power Hf di Torino e alcune piccole aziende private siciliane; a rendere speciale questo prototipo, a differenze di altre auto elettriche è il costo: totalmente low budget.  La sfida che ha motivato i progettisti, era proprio quella di proporre una nuova concezione di mobilità “sostenibile”: materiali comuni che abbattessero il costo ma funzionali, resistenti e riciclabili. Obiettivo centrato! Per lo sviluppo del prototipo è stato impiegato un budget limitatissimo di circa 15.000 euro a fronte di una media di 500.000 per progetti analoghi.

La sua forma allungata (4,5 m di lunghezza) ha consentito di sfruttare una superficie di ben 6 m2 per la disposizione di pannelli solari in silicio monocristallino, costituiti da un mosaico di 246 celle 156 x156.Archimede1.0_3 Grazie all’alta efficienza del 18-19%, i pannelli consentono di ottenere una potenza di 1000W corrispondente ad una tensione di esercizio di 96 Vcc, in questa fase conta più l’efficienza che l’estetica è chiaro.Il corpo dell’auto è in alluminio, ricoperto da una maschera di kevlar, una fibra sintetica utilizzata per la fabbricazione di materiali compositi per tessuti speciali e molto resistenti. Il  kevlar ha consentito sia di ridurre i costi rispetto all’impiego di fibre di carbonio, garantendo comunque la resistenza agli agenti atmosferici e agli urti, sia di ottenere una sufficiente rigidità mantenendo basso il peso e quindi l’energia richiesta per la trazione. Il funzionamento si basa sulla conversione fotovoltaica ‘on board’ dell’energia elettrica: l’energia, generata dai pannelli solari e dall’innovativo sistema di “frenatura recuperativa”, viene depositata in un pacco di batterie con tecnologia litio-polimero e, da qui, messa a disposizione di una coppia di motori elettrici “brushless” (“senza spazzole”) che offrono una spinta diretta al veicolo. Grazie a questo sistema l’autonomia della Archimede Solar Car 1.0 è virtualmente infinita.

L’auto è comunque concepita per una mobilità cittadina: gli ammortizzatori sono stati tarati per l’utilizzo su strade asfaltate e la velocità di punta è di 75 Km/h. Non solo. Il prototipo è dotato di elevati comfort tecnologici: volante di guida dinamica ed un ampio schermo touch retroilluminato a LED al posto del cruscotto. Dal prototipo alla produzione chiaramente l’Archimede Solar Car 1.0 dovrà affrontare ulteriori step di sviluppo, in attesa della 2.0 (già in fase di studio, sarà una cruiser 2 posti vicina alle auto in commercio) oggi, risulta confortevole, “green” e soprattutto accessibile a tutti.

Mobilità sostenibile…L’inizio di una nuova era?