<<La musica è il suono della matematica>>
(Lorenz Mizler, allievo di Johann Sebastian Bach)

Dodici anni. Tempo delle prime cotte.

Dora è proprio carina. La più bella della classe. Stiamo scimmiottando “Il gioco delle coppie”, un quiz –  antesignano di “uomini e donne” – ove una persona sceglieva il suo partner fra tre candidati, dopo averli sottoposti a 3 domande. In una puntata di pochi minuti c’era la presentazione dei partecipanti, le domande, le risposte e la scelta. Eh si, i tronisti degli anni ‘90 erano molto più rapidi nelle loro decisioni rispetto ad ora.

In ogni caso, Dora ha appena scartato uno di noi tre maschietti. Restano in gara Giovanni, bassino, taciturno e con i lineamenti non proprio apollinei e il sottoscritto, slanciato, con i colori del principe azzurro e un’intelligenza vivace. Dora pone la sua ultima domanda:

<<Cosa vorresti fare da grande?>>

Rispondo quasi immediatamente, manco faccio prendere fiato al punto interrogativo di Dora che già parto:

<<Lo scienziato. Voglio fare lo scienziato.>>

Dora sorride, compiaciuta, dopodiché volge lo sguardo verso il mio rivale. Nel frattempo, s’inserisce il ragazzo scartato, Pasquale, che tiene a farci sapere che lui vorrebbe diventare banchiere o politico.

Giovanni si prende il suo tempo, fa uno sbuffo di finta indecisione, poi sospira:

“Musica. Voglio fare musica.”

Tempo dopo mi sono ritrovato a pensare che in fondo io e Giovanni eravamo affascinati da branche più simili di quel che appare. Infatti, non vi sorprenda, la scienza e la musica hanno entrambe bisogno della matematica (quella scientifica, non quella finanziaria) per potersi esprimere. Con questo non voglio certo dire che Einstein avrebbe potuto suonare nei Queen (però che figata sarebbe stata! L’avrei visto bene come front-man) o che “Space Oddity” di David Bowie sarebbe potuto diventare il titolo di un articolo scientifico, però è innegabile che ci siano similitudini, senza che entri troppo nel dettaglio sul funzionamento delle note musicali.

A 12 anni però ‘ste cose non le sapevo.

Manco Dora.

Ci mise mezzo secondo a fare la sua scelta. Giovanni, naturalmente.

Perché ricordate, se è vero che a quell’età l’estetica conta quasi tutto, a qualsiasi età, a dodici come a settant’anni, il musicista avrà sempre più fascino dello scienziato. E del politico. E del banchiere. E di chiunque altro.

S e m p r e.

Chiedetelo a Mick Jagger e Mario Monti (sì, sono coetanei) se non vi fidate.

 

Ps mi scuso per aver menzionato “uomini e donne” e “tronista” in un blog di scienza.