Non compriamo più cibi con l’olio di palma, usiamo la bicicletta al posto della macchina, differenziamo i rifiuti. Per l’ambiente e la salute, almeno a parole, ci sentiamo in prima fila. Dei nemici invisibili che respiriamo in casa nostra e in ufficio, però, non sappiamo niente o quasi.

In ambienti chiusi o semichiusi trascorriamo il 90% del nostro tempo, soprattutto di inverno. E attraverso il naso e la pelle entriamo in contatto con una miriade di sorgenti inquinanti dell’aria. Materiali da costruzione, vernici, solventi, colle rilasciano nell’atmosfera particelle chimiche che alla salute certo non fanno bene, anzi.

Si chiama «inquinamento dell’aria indoor». E secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità ha portato alla morte 3,5 milioni di persone.

Se volete misurare da soli il livello di inquinamento indoor della vostra abitazione, le possibilità sono molteplici. UpSens, ad esempio, è una famiglia di prodotti che arriveranno sul mercato prima dell’estate. Due sensori ideati dai ricercatori una start up italiana con sede a Trento permettono di misurare la qualità dell’aria e anche il livello di smog elettromagnetico (Wave ed Air).

«l prezzo di lancio al pubblico», ci dice Ketty Paller, Ceo della società, «dovrebbe essere intorno ai 160 euro».  Ma facciamo un passo indietro,  la start up nasce in seno a Optoi Microelectronics, a sua volta spin-off della Fondazione di ricerca Bruno Kessler, ed ha come obbiettivo la commercializzazione di questi prodotti. il progetto è attivo da più di due anni ed ha portato allo sviluppo dei primi due dispositivi: Air per il monitoraggio della qualità dell’aria e Wave per la misura dei campi elettromagnetici.  Ma il futuro è tutto in salita.

Una recente raccolta di fondi, operata attraverso una piattaforma di crowdfunding, terminata lo scorso dicembre ha permesso di raccogliere i fondi per proseguire lo sviluppo degli altri membri della famiglia UpSens, infatti numerosi sono i dispositivi che si aggiungeranno successivamente alla linea UpSens, sempre nell’ottica di misurare parametri che influenzano la qualità della vita, quali ad esempio le proprietà organolettiche di quel che mangiamo e beviamo, il livello di radiazioni o la qualità dell’aria outdoor (polveri sottili).

Un grandissimo in bocca al lupo, da parte di Scintille, a questo giovane team, per il coraggio e la lungimiranza di investire tempo e denaro al fine di rendere migliore la qualità della vita di tutti noi.

 

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