Una #smart city in urbanistica e architettura è “un insieme di strategie di pianificazione urbanistica tese all’ottimizzazione e all’innovazione dei servizi pubblici così da mettere in relazione le infrastrutture materiali delle città «con il capitale umano, intellettuale e sociale di chi le abita» grazie all’impiego diffuso delle nuove tecnologie della comunicazione, della mobilità, dell’ambiente e dell’efficienza energetica, al fine di migliorare la qualità della vita e soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni”

Ci sono quindi servizi per i cittadini, trasporti e mobilità, pianificazione, servizi per la salute, energia, acqua e rifiuti.

Concentriamoci su un elemento vitale, quale l’acqua: camminando per la strada, sotto di noi ci sono chilometri di tubazioni che costituiscono la rete di acquedotto, tramite la quale l’acqua alimenta le nostre abitazioni, gli uffici e le fabbriche.

Ma cosa c’entra un acquedotto con una smart city?

In Italia, dove secondo una ricerca del Censis “le perdite di rete sono pari al 31,9%”, dove ci sono zone in cui si ha carenza di acqua e dove l’acqua sia superficiale che profonda è esposta all’inquinamento, risulta di prioritario interesse e importanza un’accurata gestione e pianificazione dell’uso dell’acqua.

Perdita_Tubazione

Le tecnologie che mirano alla gestione intelligente delle reti di acquedotto, prendono il nome di #smart water grids.

L’acqua viene condotta alle singole utenze tramite una rete di distribuzione; attuando una distrettualizzazione, si realizza una rete a maglia con delle interconnessioni. I vantaggi di questa soluzione si hanno nel poter chiudere singole condotte senza interrompere l’erogazione nelle restanti, in una pressione di rete più uniforme e in una riduzione generale delle perdite di carico.
Una rete di questo tipo ben si presta all’adozione di strategie volte al controllo delle pressioni in rete e alla misurazione delle portate di acqua, al fine di avere un monitoraggio continuo dell’andamento della rete e di individuare la presenza di perdite d’acqua.

Il primo passo per individuare le perdite di acqua all’interno di una rete è quello di adottare strategie di smart metering.
I misuratori di pressione ed i misuratori di portata sono installati in punti determinati della rete di distribuzione e sono collegati telematicamente, permettendo un’acquisizione in continuo o ad intervalli stabiliti dei relativi parametri.
I dati possono essere utilizzati per la realizzazione di un modello della rete di acquedotto al fine di una migliore gestione e ottimizzazione del servizio.
È possibile elaborare i dati acquisiti in modo da individuare tratti di rete che hanno anomali consumi di acqua e quindi rendere efficacie la ricerca delle perdite di rete; ricerca che può essere poi effettuata con metodi tradizionali come l’uso del geofono, uno strumento che permette la localizzazione della perdita attraverso l’ascolto del rumore prodotto dalla fuoriuscita di acqua dalla tubazione.

Nelle strategia di smart metering rientra anche la telelettura dei contatori dell’utenza. Questa può essere attuata tramite la sostituzione dei vecchi contatori dell’acqua con nuovi modelli di contatori elettronici in grado anche di segnalare all’utente eventuali perdite situate a valle del contatore sulla sua rete privata. Alcuni modelli, tramite un display, visualizzano le informazioni sulla pressione, sulla qualità dell’acqua o su eventuali interruzioni del servizio.
Se in una città tutti i contatori dell’acqua permettessero la telelettura, il gestore potrebbe acquisire ad intervalli stabiliti i consumi di acqua di tutte le utenze.
Il modello di gestione intelligente della smart water grid permette un controllo delle perdite, la possibilità di verificare la quantità di acqua immessa in rete rispetto l’acqua fatturata, una calibrazione del funzionamento della rete sulla base dei dati di pressione e portata registrati dai sensori o trasmessi dai contatori elettronici.

Nell’ambito delle smart water grid non bisogna dimenticare i sistemi di telecontrollo che consentono l’acquisizione di un flusso di dati tra i quali ad esempio: il livello dell’acqua in un serbatoio, la portata, la pressione, lo stato dell’impianto elettrico, lo stato di funzionamento delle pompe e delle valvole, stato dei sistemi di disinfezione, ecc.

Serbatoio

Tali dati sono raccolti istantaneamente, pronti all’uso e automaticamente inseriti nel database per l’elaborazione.
Tutto questo permette un monitoraggio costante del funzionamento della rete di acquedotto, rilevando in anticipo il verificarsi di anomalie (trasmesse tramite allarmi vocali, SMS o e-mail al personale reperibile) che potrebbero compromettere il funzionamento o causare disservizi all’utenza.
Un sistema di telecontrollo permette inoltre di effettuare da un qualsiasi dispositivo connesso a Internet tutta una serie di operazioni sulla rete, quali ad esempio l’accensione di una pompa del pozzo, l’apertura o la chiusura di valvole, ecc.

L’acqua è vitale: la sua tutela deve essere di interesse prioritario ed attuata con l’utilizzo di tutte le tecnologie ad oggi disponibili.

Marco Cigardi