La diffusione della cultura digitale nelle scuole è, da tempo,  considerata un obiettivo prioritario da tutti gli stati membri della Comunità Europea.

Nelle economie occidentali più avanzate le discipline S.T.E.M. (Science, Technology, Engineering and Mathematics) sono considerate l’asse portante di un sistema scolastico orientato al progresso scientifico e tecnologico. I FabLab rappresentano un modello che avvicina i ragazzi all’innovazione, al lavoro di gruppo, al pensiero scientifico, al problem solving, ovvero all’acquisizione di una serie di competenze che nella scuola italiana risultano essere ancora insufficienti, come evidenziato proprio dai test PISA.

La didattica laboratoriale, basata sul modello fablab, è proprio una delle azioni portanti del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), avviato poco più di un anno fa e per il quale si sono celebrati di recente una serie di eventi (www.settimanapnsd.it) culminati con un evento di tre giorni, svoltosi a novembre scorso alla Reggia di Caserta. Durante la tre giorni di Caserta, attraverso workshop, hackaton, e seminari, sono state condivise le esperienze innovative intraprese dalle scuole e per le scuole, da parte di docenti, organizzazioni, imprese, innovatori che ormai guardano con particolare interesse il mondo della didattica 3.0.

Tra le numerose esperienze, si evidenzia quella dello Smarteducationlab fablab Lecce (www.smarteducationlab.it): il modello di fablab nato e specializzato per il mondo della scuola e della formazione in generale e ideato e avviato molto tempo prima dell’entrata in vigore del PNSD.

Smarteducationlab,  è stato realizzato nell’ambito del progetto EDOC@Work 3.0 (Bando MIUR – PON Smart Cities and Communities and Social Innovation) da due dei partner del progetto (il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università del Salento e il CETMA) e ha sede nel campus universitario Ecotekne dell’Università del Salento. Esso ha anticipato di qualche anno il Piano Nazionale della Scuola Digitale del Governo.

Il Progetto EDOC@Work “Education and work on cloud” (iniziato nel 2012 e conclusosi lo scorso Dicembre 2015, proprio all’avvio del PNSD) ha avuto come obiettivo quello di innovare l’intera filiera educativa, dalla scuola primaria alla formazione professionale, portando le tecnologie nel cuore della didattica. Un nuovo modo, quindi, di fare didattica con strumenti di formazione a distanza e collaborativi, ambienti virtuali, ee-book (enhanced e-book), spazi social, Fablab, per superare le barriere fisiche dell’aula e favorendo la condivisione di esperienze e metodologie.

Uno degli obiettivi del progetto è stato quello di individuare un Format di Fablab tagliato espressamente per il mondo Education, ispirandosi alla rete mondiale Fablab@school (declinazione nell’ambito education del modello di Fablab), consentendo di applicare e sperimentare in modo agile ed integrato molte delle tecnologie digitali, tra cui la stampa 3D, la robotica educativa, il coding e le piattaforme per la didattica del web 3.0. Il risultato è stato la definizione di un vero e proprio modello di laboratorio di creatività per le scuole centrato sulla condivisione di risorse strumentali, metodologie didattiche, tecnologie per lo sviluppo prodotto, un centro di realtà virtuale immersiva low-cost e, infine, percorsi di formazione specialistici ed agili, definiti context formativi.

La condivisione di strumenti, ma soprattutto di conoscenza, è alla base delle attività di uno Smarteducationlab: ne è un esempio il Progetto “Assemblaggio di una Stampante RepRap” secondo un modello di condivisione padre-figlio. Il progetto è stato rivolto a un gruppo di scuole della Provincia di Lecce e Brindisi. Tali scuole sono state dotate di tutte le componenti hardware e software fornite dai partner del progetto EDOC@WORK 3.0. Grazie agli spazi e alla formazione dello Smarteducationlab, ogni scuola è stata in grado di assemblare da sé una stampante 3d del tipo REpRap (“REPlicating RApid Prototyper”). Ognuno degli istituti denominati “Padri” ha trasmesso poi le conoscenze acquisite alle scuole “figlie” da loro stessi individuate, le quali sono diventate, a loro volta, “padri” per ulteriori scuole “ figlie”.

Introdurre la manifattura digitale a scuola vuol dire aprire nuove opportunità per le scuole e per i loro studenti; da un lato si valorizzano le competenze professionali dei docenti e, dall’altro, si sviluppano le competenze digitali degli studenti. Il ruolo dei Fablab nelle scuole è fondamentale, sia per le nuove pratiche di apprendimento che essi comportano, ma soprattutto perché si da la possibilità alle scuole di mettersi in connessione tra loro, condividere esperienze, macchinari e luoghi caratterizzati da una tecnologia diffusa e collaborativa, di aprirsi finalmente al territorio

Il risultato più bello di questo progetto è aver visto scuole superiori di 2° grado coinvolgere quelle di 1°grado, o addirittura quelle primarie, dimostrando come gli stessi docenti abbiano ormai assimilato la necessità di avere una scuola aperta e che sia in Rete con le altre istituzioni e col territorio al fine di creare per gli alunni un percorso di crescita condiviso.” (Ing Loredana Verardi – cofondatore e responsabile della formazione dello Smarteducationlab)

Nello Smarteducationlab si svolgono attività di formazione, definiti context formativi, organizzati in micro-fasi, della durata molto limata (non più di 3 ore) e verticalizzati su una tematica specifica (stampa 3d, modellazione 3d, elettronica open source, Arduino, piattaforme per la formazione on line, Coding,  ecc..).  I context formativi, hanno la caratteristica di essere focalizzati sul paradigma pratica-teoria-pratica, ovvero sposano appieno la logica del Fablab, nel quale, per imparare qualsiasi cosa, bisogna minimizzare la teoria e contemporaneamente sporcarsi le mani con la pratica di laboratorio. Ad oggi circa 15 Scuole, oltre 300 tra studenti e docenti, hanno partecipato alle attività formazione organizzate dal laboratorio.

 

Lo Smarteducationalab, che si appresta a diventare start-up innovativa, rappresenta oggi una realtà consolidata e innovativa sul territorio salentino, sposando interamente la visione del Piano Nazionale della Scuola Digitale. Il Piano contribuisce, infatti, a consolidare l’idea di scuola come interfaccia aperta al territorio, e di educazione come percorso continuo, lungo l’arco della vita dello studente, e in ampiezza, in tutti gli spazi del territorio adeguati ad una didattica innovativa.

“L’avvio in questo primo anno di PNSD di azioni come gli atelier creativi, i laboratori territoriali, lo sviluppo di nuovi curricoli digitali, che lo Smarteducationblab ha affrontato in anticipo, ci hanno dimostrato che la strada intrapresa è quella giusta, e continuiamo a percorrerla con nuove progettualità e collaborazioni, anche internazionali, al fine di portare un fablab in ogni scuola, e in ogni quartiere. Sarebbe bello vedere che gli investimenti fatti in ricerca e sviluppo finanziati dallo stesso MIUR ritornino alla comunità scolastica e al territorio in termini di risultati testati e riproducibili su scala nazionale. Per questo obiettivo ci stiamo organizzando dando un supporto a tutti quei dirigenti scolastici e anche agli amministratori che vogliono intraprendere il cammino dello SmartEducationLab nei propri edifici scolastici, o nei loro territori a supporto della cittadinanza. Il Fablab, così concepito, non è corpo estraneo, ma elemento attivo e proattivo nella scuola, connesso con altre realtà simili a livello nazionale e, in futuro, anche internazionale”. (Ing Lucio Colizzi – co-fondatore e responsabile dello Smarteducationlab).

 

(Il progetto EDOC@Work 3.0 è stato finanziato dal MIUR nell’ambito del bando PON Ricerca e Competitività 2007-2013 “Smart Cities and Communities and Social Innovation” )