Con questo articolo inizia un viaggio alla scoperta del lavoro al giorno d’oggi. Lavoro sempre più smart senza ufficio, senza scrivania ma con qualcosa di più. Girando alla scoperta dei nuovi coworking mi sono imbattuta all’inaugurazione di uno di essi della presentazione di un binomo: coworking e rinascimento. In particolare si faceva riferimento alle botteghe artigiane rinascimentali. Ce lo racconta Piero Formica – fondatore dell’International Entrepreneurship Academy – in un articolo sull’ Harvard Business Review.

“Gli spazi di Coworking sono in aumento, da Campus di Google a Londra al NextSpace in California. E’ stato fatto molto per rendere questi spazi di lavoro condivisi come una nuova idea in circolazione, idea che a mala pena esisteva dieci anni fa. Ma il modo in cui funzionano questi spazi mi ricorda in realtà una vecchia idea: la “bottega” (il laboratorio artigiano) rinascimentale della Firenze del XV secolo, in cui gli artisti erano impegnati ad insegnare ai neofiti, dove i talenti sono stati nutriti, dove si è lavorato attraverso nuove tecniche e dove nuove forme artistiche sono venute alla luce con gli artisti che erano si, in competizione tra di loro, ma che comunque lavoravano insieme.

Il Rinascimento mise la Conoscenza al centro del valore della creazione, la quale fu insita nei laboratori di questi artigiani, scultori e artisti. In quel luogo si sono incontrati e hanno lavorato insieme pittori, scultori e altri artisti; architetti, matematici, ingegneri, anatomisti, altri scienziati e ricchi mercanti che prima erano mecenati. Tutti loro hanno dato forma e vita alle comunità rinascimentali, generando nuovi valori estetici ed espressivi, nonché sociali ed economici. Il risultato è stato lo spirito imprenditoriale che ha concepito modi rivoluzionari di lavoro, di progettazione e realizzazione di prodotti e servizi e anche modi di vedere il mondo.

Le botteghe fiorentine erano comunità di creatività ed innovazione, dove sogni, passioni e progetti potevano intrecciarsi l’un l’altro. Gli apprendisti, i lavoratori, gli artigiani, gli ingegneri, gli artisti in erba e gli artisti ospiti erano interdipendenti ma già indipendenti, i cui sforzi disparati erano vagamente coordinati da un artista di spicco, il fulcro della bottega – il “Maestro”. Nonostante aiutava ad individuare i nuovi talenti, a mediare tra le comunicazioni e a fare da mentore agli artisti più giovani, il Maestro non definiva in alcun modo il lavoro degli altri.

E con questo articolo inizia il nostro viaggio per chi voglia creare posti di lavoro più innovativi e collabotativi, chi vuole trasformare idee in azioni, chi vuole far convergere arte e scienza … resti connesso con #cniscintille, a presto uno ad uno vi faremo scoprire interessanti coworking in giro per l’italia.

Per leggere tutto l’articolo di Piero Formica leggete qui:

http://coworktalenti.it/cosa-hanno-in-comune-le-botteghe-rinascimentali-e-i-moderni-coworking/

 

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