Il Bel Paese è ricco di incommensurabili tesori da scoprire, spesso abbandonati a se stessi. Le piccole realtà locali hanno incredibili bellezze paesaggistiche e culturali che rappresentano risorse ed opportunità di sviluppo futuro.

Da questa consapevolezza, nasce nel 2007 l’Associazione dei Borghi Autentici, oggi diventata una rete di ben 167 comuni, che ha voluto dedicare un’intera giornata alla scoperta delle bellezze nascoste del Nostro Paese, promuovendo la “Giornata dei Borghi Autentici”, tenutasi il 22 maggio.

L’Associazione riunisce piccoli e medi comuni, enti territoriali ed organismi misti di sviluppo locale che hanno scelto di non arrendersi al declino e alle difficoltà derivanti dalla crisi economica, ma che vogliono rimettersi in gioco. Tutti, accomunati dalla volontà di creare un modello di sviluppo locale più equo e rispettoso verso l’ambiente, la cultura e la tradizione, che sia in grado da un lato di rispondere alle esigenze semplici delle persone e dall’altro di rendere le realtà locali attrattive, competitive, e inclusive.

In una sola espressione, innovazione: sociale, tecnologica, territoriale.

Gli “Associati” si impegnano in un percorso, a volte complesso, di miglioramento continuo della struttura urbana, dei servizi verso i cittadini, del contesto locale. Alcuni Comuni, ad esempio, hanno rafforzato o avviato la produzione di prodotti artigianali, come il Comune di Pizzone nel Molise con le scarpe artigianali. Altri hanno deciso di offrire agevolazioni ai propri cittadini, come il Comune di Montesegale, nel Pavese, che ha offerto case alle giovani coppie o Scurcola Marsicana con le biciclette elettriche ambientali di Ethos Bike. Altri ancora stanno avviando un mercato online per la commercializzazione dei prodotti locali.

Il motore per costruire strategie di miglioramento, concrete ed attuabili, è dunque il patrimonio esistente, sociale, ambientale, produttivo, culturale. La comunità locale, quale luogo e contesto umano e sociale, si apre all’esterno, per farsi conoscere, includendo l’ospite.

Tali principi sono alla base della “Soft Economy”, un’economia dove l’innovazione si sposa con la bellezza del paesaggio e il turismo, dove l’innovazione è trasformazione intelligente, ma soprattutto dove “sviluppo” è sinonimo di qualità. Qualità dell’ambiente, del territorio. Qualità della vita.