Smart City

Mio nonno, non ne ha mai sentito parlare;

Mio papà, non crede sia necessario;

Io, credo che sia un sistema incredibile;

Mia figlia, crede sia normale e sia sempre stato così.

SMART CITY, utopia, sogno o realtà.

In qualunque  modo la si voglia pensare,  il tema delle città intelligenti, nelle quali le migliaia di risorse cittadine e gli abitanti sono in armonia, è all’ordine del giorno.

Smart city è un termine che definisce le città nelle quali si implementano soluzioni innovative in determinati settori, ritenuti strategici per conseguire obiettivi di sostenibilità dello sviluppo, di rispetto dell’ambiente e, più in generale, di innalzamento della qualità della vita.

Ambiente, mobilità, tecnologie di comunicazione, consumo di energia sono alcuni degli ambiti più rilevanti sui quali intervenire per armonizzare le risorse e rendere una città “smart”.

Il presupposto per l’armonizzazione delle risorse è un dialogo continuo con esse, in grado di migliorare dinamicamente i comportamenti e i consumi.

600-smart-cities-575x431Una smart city adotta dinamicamente decisioni sulla base di milioni di informazioni che insorgono e variano incessantemente. Situazione del traffico, precipitazioni, domanda di energia, inquinamento atmosferico, disponibilità di parcheggi, disponibilità e posizione dei mezzi di trasporto pubblico, stato di riempimento dei cassonetti dei rifiuti, sono solo alcuni esempi delle innumerevoli informazioni che, adeguatamente processate e correlate, permettono alla città intelligente di riequilibrarsi istante per istante.

Ad esempio, che senso avrebbe attivare l’irrigazione pubblica se sta piovendo o se comunque è prevista pioggia a breve? Pensiamo inoltre al tracciamento automatico di rotte per i camion della nettezza urbana, determinate sulla base dell’effettiva situazione di riempimento dei cassonetti incrociata con la situazione del traffico in tempo reale. Oppure, perché non attuare processi che comportano consumo di energia nei momenti di sovrapproduzione energetica?

Per acquisire queste migliaia e migliaia di dati dal tessuto urbano e per processarle si deve rendere la città in tutto e per tutto simile ad un organismo sensoriale (city sensing). Senza una adeguata piattaforma di telecontrollo, l’organismo-città sarebbe privato dei suoi sensi e impossibilitato a prendere decisioni che ne correggano comportamenti errati.

Il sistema smart lighting P5 di Algorab, società di Trento specializzata nel telecontrollo, telegestisce i singoli punti luce della città da un centro operativo remoto: accensione e spegnimento, regolazione dell’intensità luminosa, guasti, manutenzioni, consumi e, più in generale, tutti gli aspetti che riguardano la conduzione delle infrastrutture di illuminazione pubblica di una città.

I lampioni diventano i protagonisti del risparmio energetico e delle città intelligenti!

p5-algorab-smart-cityMa dotare i lampioni esistenti di centraline intelligenti, inserita nell’armatura o nel palo di ciascun lampione, significa anche creare una innovativa rete wireless tra lampioni, che abilita la realizzazione e l’offerta di nuovi servizi. I lampioni diventano a tutti gli effetti nodi di rete, in grado di raccogliere e inviare informazioni da e per il tessuto urbano: apertura/chiusura delle elettrovalvole di irrigazione del verde pubblico a seguito di una richiesta da parte di sensori ambientali, lettura contatori delle utenze domestiche, rilevamento e conteggio biciclette in bike sharing nei vari punti della città, comunicazione agli automobilisti della presenza di parcheggi liberi a bordo strada e così via.

Nell’ambito della mostra “Oltre il limite”, il prestigioso museo delle scienze di Trento MUSE, ha ospitato, lo scorso maggio, gli ultimi ritrovati nell’ambito smart city, recentemente impiegati con successo nel progetto Centralab di Campodenno su iniziativa di Informatica Trentina. L’esposizione dedicata al superamento dei limiti della conoscenza scientifica e tecnologica ha presentato il sistema Algorab P5, che rappresenta a tutti gli effetti una nuova frontiera tecnologica per le sfide di sostenibilità ambientale in ambito urbano. Grazie alla demo interattiva, i visitatori del Muse hanno potuto divertirsi ruotando con le proprie mani un piccolo cubo di plastica: in pochi istanti hanno visto regolarsi di conseguenza l’intensità luminosa del lampione intelligente. Il trucco di questa piccola magia è presto svelato: all’interno del cubo è stato installato un piccolo sensore accelerometrico (in grado di capire il proprio orientamento nello spazio grazie alla misurazione dell’accelerazione su tre assi) abbinato a un modulo che lo connette via radio al lampione stesso. Lo scopo di questo gioco è stato dimostrare come le centraline intelligenti permettano un’interazione tra piccoli sensori alimentati a batteria e la rete dell’illuminazione pubblica, in un’ottica di monitoraggio ambientale capillare e di facile implementazione, applicabile in qualsiasi ambito. Non solo sensori che misurano l’accelerazione, quindi, ma una infinità di dispositivi che possono trasmettere ai lampioni qualsiasi grandezza misurabile prelevata dall’ambiente, da una banale temperatura fino ai consumi di gas domestici.

La tecnologia Algorab P5 sposa in pieno la visione della città intelligente a 360°, in quanto rende smart una città su più fronti: da un lato si ha la riduzione dei consumi energetici, dell’inquinamento luminoso e dei costi di gestione e di manutenzione del patrimonio illuminotecnico comunale, dall’altro questa tecnologia consente l’alimentazione di piattaforme open data a vantaggio delle amministrazioni e dei cittadini.

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