Dal 1998 il Comune di Verona ha iniziato a posare fibra ottica lungo le principali strade cittadine: l’obiettivo era iniziare a controllare gli impianti semaforici da una centrale operativa e raccogliere dati sul traffico per modellare il futuro della mobilità della città.

Questa infrastruttura digitale ha continuato a sviluppassi fino ad oggi, arrivando a coprire ben 60 incroci e impianti semaforici, raccogliendo giorno dopo giorno il più grande patrimonio mondiale di dati reali di un contesto cittadino in un lasso di tempo così ampio. Una quantità di dati e informazioni che ha di fatto trasformato Verona in un laboratorio (living-lab) conosciuto in tutto il mondo e frequentato anche dalle case automobilistiche per testare i sistemi evoluti di Internet Of Things su quattro ruote (vedi Audi).

Grazie a questa infrastruttura Verona nel 2013 ha potuto candidarsi e partecipare al progetto europeo Compass4D insieme alle città di Bordeaux, Copenhagen, Helmond, Newcastle, Thessaloniki e Vigo: il progetto, concluso nel corso del 2015, ha dimostrato sperimentalmente come un sistema cooperativo di regolazione dei flussi di traffico veicolare permetta una sensibile riduzione delle emissioni inquinanti e CO2 dell’ordine del 14,5%, ridurre incidenti e situazioni di pericolo e permettere aumenti sensibili delle velocità medie degli spostamenti del mezzi pubblici di superficie del 29%, con un risparmio di costi sociali complessivi per la città di quasi 9.5 milioni di euro l’anno.

Compass4D Final Video

 

Avere un patrimonio di dati storici ha permesso di realizzare le migliori configurazioni dell’intero sistema viabilistico cittadino (Intelligent Transport System – ITS) per ottimizzare il traffico durante l’orario di punta di una settimana invernale con nebbia o ghiaccio, una giornata con una grande manifestazione fieristica, oppure una giornata estiva ma con pioggia sul Lago di Garda, classica situazioni inaspettata che provoca una invasione della città da parte dei tanti turisti che affollano il nostro lago, tutte situazioni da gestire tempestivamente e con piani validati per non rischiare il blocco della città.

Durante il convegno organizzato dall’Ordine Ingegneri di Verona in collaborazione con il Comune di Verona e il responsabile del progetto arch. Bruno Pezzuto, è stata presentata la applicazione per smartphone Android Compass4D Verona sviluppata con il partner tecnologico Swarco, in grado di rendere “visibile” per la prima volta la città invisibile, ovvero la smartcity che lavora silenziosa con i sensori per la raccolta dei dati sul traffico e che comanda gli impianti semaforici sulla base di profili di città relativi al contesto di quel momento.

Un progetto che continua in tutte le città coinvolte nel progetto Compass4D, ma che ha l’obiettivo di diventare uno standard per tutte le città d’Europa.

ConvegnoIngegneriVeronaSmartcityCompass4D