Oggi vorrei condividere con voi l’importanza della “partecipazione attiva” all’interno della vita sociale, personale e professionale.

Con partecipazione attiva mi riferisco alla partecipazione consapevole di una persona all’interno di un contesto socio-professionale, al fine di contribuire attivamente alla crescita del contesto stesso.

Questa definizione mostra chiaramente come la partecipazione possa sembrare qualcosa di semplice o, addirittura scontato. Il far parte di un contesto, dovrebbe avere la naturale implicazione del mettersi a disposizione del contesto stesso, sia per portare un contributo attivo ma anche, e forse soprattutto, per non essere passivi alle situazioni.

Creare dei legami bidirezionali con ciò che ci circonda permette di essere ricettori di qualcosa che non è completamente distante da noi, in quanto quel qualcosa sarà influenzato da un nostro contributo, piccolo o grande che sia.

Con l’essere protagonisti intendo quindi essere partecipanti attivi di un mondo che non ha bisogno di spettatori non paganti, ma bensì di attori, lasciatemi dire, paganti.

Tralasciando l’ironia, l’essere protagonisti partecipando attivamente comporta tantissimi sacrifici in termini di energie, di tempo, di rinunce. Forse sono questi aspetti che conducono spesso ad un approccio passivo alle dinamiche che ci circondano. Ma esiste anche un’altra faccia della medaglia, quella dei sentimenti, del crederci, della passione, del rischiare, del voler intraprendere un percorso convinti che il proprio contributo possa essere importante, fondamentale, decisivo.

Io credo che in questo periodo più che mai ci sia bisogno di uno sforzo maggiore da parte di tutti affinché possa emergere il contributo di tutti. Le idee, l’innovazione, la compartecipazioni possono essere le soluzioni per cambiare una condizione da molti punti di vista quasi esasperante.

Voglio raccontarvi la mia esperienza, non di certo per compiacermi di quanto fatto, ma per condividere con un Voi un percorso di crescita dove la partecipazione attiva di un Grande Gruppo e l’essere protagonisti all’interno di un contesto professionale, uniti al sacrificio e alla tanta determinazione, sono stati l’humus che hanno permesso il raggiungimento di obiettivi apparentemente impossibili.

Sono un ingegnere membro di una Grande Squadra che gestisce la Governance di un consiglio direttivo, che tra la gestione di una impresa di costruzioni e uno studio tecnico di progettazione, vive una delle migliori esperienze di vita all’interno di un ordine professionale, che è quello degli ingegneri di Cagliari. Non sto a precisare cosa sia e a cosa serva un ordine professionale e dal punto di vista normativo come è inquadrato, in quanto sono informazioni facilmente raggiungibili nei siti istituzionali, vorrei invece farvi capire cosa ha significato nella mia vita la partecipazione attiva, come protagonista e non come spettatore.

Il mio percorso iniziò nel 2011, a seguito di una mail inviata dall’allora Presidente, che recitava quanto segue:

“L’Ordine degli Ingegneri deve trasmettere all’Agenzia del Territorio un elenco di professionisti disposti a collaborare alle attività di accertamento per l’aggiornamento del Catasto, secondo il protocollo d’intesa siglato dal Consiglio Nazionale Ingegneri (vedere la circolare 445 del 3 agosto 2011). L’Agenzia ha inviato all’Ordine un elenco che contiene, «per ogni comune della provincia, la consistenza delle particelle catastali per le quali, alla data del 30 aprile 2011, non è stato presentato l’accatastamento dei fabbricati ivi realizzati e/o variati». 

I professionisti riceveranno il software da utilizzare per la redazione delle proposte di attribuzione della rendita presunta. 

È richiesta la collaborazione di «professionisti di riconosciuta esperienza nel settore». L’impegno sarà a carattere gratuito, da intendere come un servizio alla collettività. “ 

Successivamente all’invio di questa comunicazione che arrivò a tutti gli iscritti all’ordine, era stata creata una azione di protesta da parte degli iscritti, con la creazione di un gruppo Facebook intitolato: “ingegneri indignati dall’email dell’ordine: richiesta di lavoro gratuito” e inoltre che io sappia, erano arrivate numerose mail di disprezzo, per l’evasione della mail, alla segreteria.

Navigando su Facebook, percepii la presenza del gruppo sopracitato e vidi tutta una serie di commenti di indignazione e sdegno in cui emergeva una parola fondamentale che accese in me una lampadina importante, tale parola fu chiara e semplice, ossia “partecipazione attiva”  per innescare un coinvolgimento che partisse dal basso piuttosto che dall’alto, per poi essere calato in basso. In tale richiesta di partecipazione venne indetta una riunione sulla base delle richieste di chiarimento, riunione che fu una assemblea degli iscritti da cui scaturì la necessità inoltre di creare un gruppo giovani, allora non presente tra i vari gruppi delle commissioni tecniche funzionanti all’interno dell’ordine di Cagliari. Partecipai (in maniera pura senza avere nessuno che mi ci ha mandato ) alla riunione di commissione e la Visione del mio modo di essere, mi rese protagonista fin da subito, in cui fui nominato segretario della commissione. Il ruolo di coordinatore era stato assunto da una ragazza che fu la promotrice della protesta, che poi si trasformò in più proposte.

La prima azione, che meglio chiamo proposta, che riuscimmo ad ottenere fu che l’ordine annullò la richiesta di lavoro gratuito ai propri iscritti e la seconda fu l’istituzione della Commissione Giovani.

Successivamente, dopo svariati mesi che fu istituita la commissione giovani, che portò una ventata di aria fresca all’interno dell’ordine di Cagliari, oltre a tutta una serie di numerose proposte, diventai, con voto unanime dei presenti, coordinatore della commissione e ci rimasi fine alla fine del mandato, ossia a Ottobre del 2013, con tutta una serie di ovvie difficoltà che tale ruolo comporta in termini di tempo e di sovrapposizioni con la vita personale e lavorativa, specie se non si ha una carriera già spianata dagli aiuti alla “italiana” ma quella carriera te la devi creare con il sacrificio e il sudore di ogni giorno, costruendoti le competenze e le conoscenze “pure” che ti portano a lavorare.

Durante il coordinamento della Commissione Giovani ho conosciuto molti dei consiglieri che al tempo avevano il mandato di gestire la Governance dell’ordine e piano piano, giorno dopo giorno, conversazione dopo conversazione, ho osservato le politiche di attuazione delle iniziative e mi sono reso conto che serviva una ventata di cambiamento.

Durante il mio mandato da coordinatore inoltre, fui nominato come delegato a seguire le politiche giovanili a livello nazionale con il Consiglio Nazionale Ingegneri e da lì in poi il mio amore verso quello che stava diventando il terzo lavoro (quest’ultimo a titolo gratuito e con una evidente perdita economica a causa del tanto tempo dedicato), aumentò in maniera esponenziale, perché mi resi conto di due cose: la prima è quanto era importante un confronto attivo con i diversi coordinatori delle commissioni giovani d’Italia (che ad oggi mi ha dato delle amicizie fantastiche) e il secondo è che il progetto di rinnovamento di una istituzione, quale l’ordine, aveva bisogno necessariamente di persone che portassero nei tavoli di lavoro una Visione che fosse “pura” con a monte nessun interesse personale, ma con solo la voglia di far emergere un confronto, una sovrapposizione continua dei diversi modi di vedere, per raggiungere un obbiettivo comune, utilizzando un linguaggio diverso dal solito, per il bene della categoria, il tutto eseguito spogliandosi completamente di quelle che erano le convinzioni personali e mettendo al centro le idee. Prima le idee!

 

Tutto questo percorso ha fatto sì che nel 2013 mi prendessi carico di una nuova avventura.

I due anni dedicati in precedenza mi hanno fatto capire tante cose, sono stati una scuola che mi ha insegnato tanto, mi hanno confermato e incrementato il grande rispetto verso i senior, ma mi hanno fatto capire anche che il senior senza la grinta, la freschezza e la purezza del giovane, non potevano costruire un futuro migliore, in quanto il futuro, specie per le nuove generazioni, sta andando oggi, in Italia, verso una strada che ci porta a espatriare, pensando che gli altri paesi siano migliori di noi. Lo so che alcuni sono migliori di noi, ma voglio continuare a pensare che l’Italia sia migliore di tutti. Il “Bel Paese” come citava Dante e Petrarca, voglio pensare esista ancora, voglio, in maniera convinta, pensare che un domani si riesca a costruire un’Italia in cui ci sia una speranza, in cui tutti possiamo trovare la forza per costruire percorsi che migliorino e non peggiorino le situazioni.

 

Ragion per cui la nuova avventura è sfociata in un mio impegno ulteriore da protagonista, come consigliere dell’ordine, in cui abbiamo costruito prima di tutto una squadra. Ma non una semplice squadra, tanto per il gusto “fintamente” di agire assieme, ma un gruppo che portasse una Visione, con una Missione ben precisa.

Il gruppo di iCagliari2020 che lavora con il metodo di lavoro delle Officine.

Le Officine hanno il compito di smontare, decostruire, alleggerire per poi rimontare, costruire, taggare, remixare, connettere le idee. Il nostro filo conduttore più importante è prendersi cura. Prendersi cura del lavoro, dell’istruzione, del paesaggio, della ricerca di linguaggi condivisi, dei nostri sogni, abitare il nostro tempo con la consapevolezza di doversene occupare quotidianamente.

E la Vision della nostra squadra, con cui abbiamo rinnovato la Governance dell’ordine, era, ed è ancora la seguente:

iCagliari2020 vuol costruire una visione del futuro, un modo di fare che, tra gli altri, si pone anche l’obiettivo di far funzionare un Ordine professionale, che non è un partito politico ma costituisce la rappresentanza di una categoria che è parte della Società e che, soprattutto, è al servizio della Società. Troppo spesso, in maniera generalizzata, gli Ordini professionali, e le relative rappresentanze, sono percepite come istituzioni che rappresentano istanze corporative e non come organismi nati per garantire alla collettività professionalità e qualità delle prestazioni. Troppo spesso, all’interno di tali organismi, si avverte la mancanza di ricambio generazionale, scarsa partecipazione alla vita associativa e concentrazione delle scelte e delle decisioni in mano di pochi. Da qui l’esigenza di riavvicinare alla vita associativa i colleghi, giovani e meno giovani, coinvolgerli, inserirli nei processi decisionali per farli sentire protagonisti in una macchina che, solo con l’apporto di tutti i suoi componenti, è in grado di porsi obiettivi ambiziosi per arrivare a mete lontane. Cagliari è uno tra gli Ordini numericamente più importanti d’Italia. Nel 2010 e nel 2011 è stato protagonista nel dibattito avviato a livello nazionale dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri; anche per tale motivo desideriamo portare a conoscenza di tutti il lavoro svolto, finalizzato a costruire tutti insieme una “collettività professionale” in grado di incidere positivamente sulle scelte legate ai bisogni della Società e sul tessuto sociale. Il momento di rinnovo della rappresentanza dell’Ordine degli Ingegneri di Cagliari è pertanto un’opportunità attraverso la quale è possibile avviare il confronto necessario per costruire un laboratorio di idee, sintesi di diverse esperienze, e predisporre un “programma per il futuro”. Un programma capace di portare a sintesi il contributo innovativo dei giovani ingegneri e quello esperto dei colleghi più maturi, che operano nei differenti campi dell’Ingegneria: nella libera Professione, nella Pubblica Amministrazione, nell’Industria, nell’Impresa. Un programma sintesi di momenti di dialogo pacato e talvolta più acceso, necessario per definire la voglia di innovazione, la consapevolezza di un ruolo responsabile nel difficile contesto nel quale operiamo. In quest’ottica il “programma per il futuro” non può che essere un documento dinamico, aperto, condiviso, pronto a recepire i contributi di chi vuol mettere a disposizione di tutti le proprie idee, di chi vuol mettersi in gioco, di chi vuol contribuire a costruire un futuro nuovo e diverso. Un documento in progress, un insieme di linee di indirizzo che saranno tanto più valide quanto maggiore sarà il contributo. Fondamentali saranno i contributi pluridisciplinari, sintesi di analisi e spunti allargati anche al contributo di economisti, legali, architetti, uomini di cultura e rappresentanti di altre professioni e della Società che avranno il desiderio ed il piacere di collaborare. Il 2020 è l’orizzonte temporale di riferimento per la definizione di una nuova visione, di un nuovo progetto, di nuovi obiettivi e per l’avvio delle relative azioni operative di attuazione. Il “programma per il futuro” è articolato nei seguenti temi, capisaldi delle richieste di cambiamento, pilastri fondanti del nostro manifesto di rinnovamento: partecipazione, innovazione, servizi e costi, trasparenza, etica, qualità, ruolo, lavoro, cultura e formazione, internazionalizzazione, metodi e strumenti.

 

Orgogliosamente, ma con la consapevolezza che la strada è ancora molto lunga e ardua, oggi posso raccontare questo percorso, che rappresenta la grandissima Scintilla che ha fatto esplodere un nuovo modo di pensare, di agire, di essere, di connettersi con altre realtà, non solo nel nostro territorio, ma in tutto il territorio nazionale, vivendo costantemente un ruolo di trascinatori. L’ingegnere è colui che riesce a scomporre un problema complesso in problemi meno complessi, per far sì che singolarmente possano essere facilmente risolvibili e di conseguenza riuscire a risolvere poi il problema complesso. E noi in tal modo abbiamo incominciato, e con lo spirito e la grinta del primo giorno proseguiamo senza sosta e senza mai guardare indietro, con la speranza che sempre più le cose possano migliorare e tali Scintille possano moltiplicarsi in tutto il territorio nazionale sempre di più, per innescare la bomba della rivoluzione culturale, che travolga quello che nella nostra categoria e nella nostra società non funziona, per il bene nostro e delle generazioni che verranno.

 

#ilfuturoèbello

#ilfuturoèadesso